Che cosa non sta funzionando nel gioiellino belga Proviamo a elencare alcuni aspetti suggeriti dalle statistiche.
1) La posizione in campo. Osservando le zone dove CDK tocca il pallone, si vede un giocatore che agisce prevalentemente sulla trequarti, con percentuale simile di palloni toccati in zona centrale e sulla fascia destra. Nelle 13 gare di campionato in cui ha fatto parte della gara, nonostante agisca in una zona determinante non ha mai segnato e ha prodotto un solo assist per la rete di Leao in Milan-Bologna. Era la terza giornata, una vita fa.
2) Pochi minuti. CDK è apparso in 13 partite, ma ha disputato solo il 46% dei minuti della squadra. Anche questo è il segno di una progressiva erosione della fiducia nei suoi confronti.
3) Pulizia e non incidenza. Molto interessante il dato riguardante la riuscita dei passaggi. CDK ha una percentuale non banale, attestata attorno al 76%. Ma quel che colpisce è che sono pochi quelli effettuati in area, solo 8 riusciti su 134 complessivi. E nei 16 metri, 7 sono sbagliati: quasi lo stesso numero, un margine di errore troppo alto per essere un giocatore che incide realmente
4) Errori di mira. CDK è andato al tiro solo 9 volte e ha centrato lo specchio in una sola circostanza. Una timidezza del tutto sconosciuta quand’era in Belgio. Al Bruges, nell’ultima stagione, aveva firmato 14 reti, concludendo 79 volte e centrando la porta il 40%. Tutt’altro giocatore: la stoffa c’è, va “solo” ritrovato.
L’articolo Milan, il mistero De Ketelaere proviene da Calcio News 24.
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