Rafael Leao, attaccante del Milan, ha raccontato l’addio di Paolo Maldini dal club rossonero nel suo nuovo libro Smile, la mia vita tra calcio, musica e moda.
PAROLE – «Qualcuno ha provato a identificare in lui un mio «secondo padre». Le persone hanno questa ossessione, di cercare di identificare figure paterne per i calciatori giovani e attribuirgli qualità da guru. Be’, non lo farò. Maldini per me non è stato un secondo padre, ma senza di lui forse non sarei chi sono, e non avrei vinto uno scudetto. Quindi non sarò qui a sindacare sul suo impatto, tutt’altro. È stato unico, fondamentale, mi diceva sempre che ero un calciatore bellissimo e che lui e suo padre erano degli esteti del calcio. Mi informai sulla sua storia, la sua famiglia, una vera aristocrazia calcistica. Poi andò via. Vorreste che mi esprima su questo, vero? Non vedete l’ora di leggere qualcosa di estremamente piccante e interessante sulla faccenda, vero? Be’, la verità è che non so cosa sia successo, so che da un giorno all’altro è andato via e tutti noi siamo rimasti spiazzati».
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