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Milan, Sabatini: “Theo e Leao cambino squadra perché…”

Sandro Sabatini, parlando del caso cooling break di Theo e Leao, ha lanciato una provocazione decisamente forte sul loro futuro al Milan.

Nonostante le parole di conforto e rappacificazione pronunciate in ordine da Theo prima, Fonseca poi, passando per Abraham fino ad arrivare a Furlani, il caso cooling break non accenna a sgonfiarsi e, al contrario, ogni giorno sembra lievitare sempre di più. A gettare benzina sul fuoco ci pensa Sandro Sabatini che, nel proprio editoriale su ‘Calciomercato.com’, ha lanciato una provocazione decisamente molto forte.

Theo e Leao? Cambino squadra

Sabatini invita i lettori a Immaginare se la situazione fosse stata “normale”. Non ci sarebbero state le reazioni social in tempo reale. Non la scusa di Theo più adolescenziale della storia (“non avevamo sete”). Non il silenzio di Leao e di Ibra, nonché della società per 48 ore abbondanti. Non i commenti indignati di tutti gli opinionisti, chi più (Di Canio) e chi meno. Non ci sarebbe stato nulla di tutto ciò. E ovviamente non il problema della zero empatia tra i due giocatori e Fonseca. Ma sarebbe rimasto il conflitto vero: tecnico e tattico. Cioè il problema che nessuno, neanche Ibrahimovic, riesce a mettere a fuoco:se il “calcio di Fonseca” deve essere “dominante”, se il Milan deve schiacciare gli avversari nella propria metà campo e se, insomma, i rossoneri devono fare tutte quelle cose là per omologarsi ai buoni propositi della propaganda, a Theo Hernandez e Rafa Leao non resta che cambiare squadra, perché non sono adatti a questo Milan teorizzato dai Vannacci del calcio parlato. Il francese e il portoghese hanno caratteristiche che suggeriscono (impongono) la ricerca delle condizioni ideali per le ripartenza a campo aperto. Sono due atleti che corrono più a lungo e più forte di tutti. Bravissimi tecnicamente, ovvio. Comunque due velocisti da sfruttare nella corsa e non nei lenti balletti del possesso palla che si sterilizza ai limiti di ogni area avversaria”.

Milan applausi fine partita

Il comportamento di Theo e Leao

Sabatini evidenzia in modo netto che Theo e Leao si sono comportati male. Malissimo. Pessimi con se stessi, con Fonseca e con i compagni. Per aggravare la sua posizione, Leao ci ha poi aggiunto anche il tweet contro Di Canio. E alla fine Furlani è stato bravo a ribadire fiducia in Fonseca, anche se l’espressione “pieni poteri” all’allenatore è sembrata un po’ esagerata. Comunque, il caso del cooling break è stato gestito abbastanza bene e – tutto sommato – con sufficiente tempestività. Ma se non si capisce che i due giocatori si allontanano per mancanza di empatia tecnico-tattica, anziché per ribellione giovanile, il problema resterà tale e quale. Anzi, forse diventerà perfino peggio”.

Redazione F

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