Il Milan ha scelto: la panchina sarà di Unai Emery Etxegoien, 42 anni, recente vincitore dell’Europa League con il Siviglia delle rimonte impossibili. Adriano Galliani da diversi giorni è in contatto con il tecnico basco, ma l’ok deve necessariamente passare dalla risoluzione del contratto con Clarence Seedorf.
L’olandese, però, resta sulle sue posizioni: no alle dimissioni. E niente buonuscita. Se il Milan vuole sostituirlo, deve pagargli lo stipendio di 2,5 milioni di euro all’anno fino al 2016. Un esborso che la Società rossonera non può permettersi. E allora? Si attendono le elezioni europee per vedere poi il presidente Silvio Berlusconi direttamente all’opera. Convincerà Seedorf? Annuncerà Emery?
Il virus dell’allenatore che viene dall’estero continua dunque a contagiare il nostro campionato. Ma Emery pare avere proprio ciò che il Milan cerca: è giovane, ma ha già esperienza. E sa come si vince. La sua carriera è iniziata nel 2008 nel Lorca, portato alla promozione; poi ecco l’Almeria, nuova promozione e ottavo posto l’anno dopo nel primo campionato in Liga. Il Valencia gli offre l’opportunità di confrontarsi per la prima volta con una grande.
Dopo una prima stagione così e così, con la qualificazione comunque all’Europa League, l’allenatore conquista per tre anni consecutivi il terzo posto, dietro ai mostri sacri Barcellona e Real Madrid. Il Cska Mosca lo chiama per una nuova avventura, che si rivela però fallimentare (Emery viene esonerato). Tornano a bussare alla sua porta la società iberiche, il Siviglia crede in lui e lo assume. E siamo alla stretta attualità: le clamorose rimonte portano Emery a giocarsi la finale a Torino dove, ai rigori, ha ragione del Benfica.
Al Milan piace – e molto – anche la sua duttilità tattica, con un modulo che da 4-2-3-1 può diventare 4-3-3. Viene visto come una figura simile a Rudi Garcia. Non solo: Walter Sabatini aveva pensato per primo a lui, salvo poi ripiegare sull’ex Lille. Il nome di Emery piace a Galliani e a Barbara Berlusconi, difficilmente d’accordo su qualcosa. E questo non è assolutamente da sottovalutare.
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