Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, sarebbe secondo molti il regista dell’esonero di Walter Mazzarri e del ritorno sulla panchina nerazzurra di Roberto Mancini. Nelle ore calde in cui fu allontanato il tecnico toscano ex Napoli, Moratti tagliò corto con i giornalisti: “Ha scelto Thohir in autonomia”. Una frase di circostanza alla quale non ha creduto nessuno, probabilmente nemmeno lo stesso ex presidente, che ieri si è spinto oltre, durante la festa del calendario Pirelli. Dopo aver dichiarato che domenica sera sarà a San Siro per assistere al derby Milan-Inter (“se troverò un biglietto…”), l’ex presidente ha detto la sua sull’attuale situazione in casa nerazzurra in quella che ci tiene a precisare “non è un’intervista”.
Massimo Moratti, dice senza mezzi termini che il ciclo di Mazzarri all’Inter fosse già chiuso dopo solo un anno e mezzo. Nonostante lo scorso anno avesse centrato l’obiettivo del ritorno in Europa, la squadra non aveva denotato quei passi avanti dal punto di vista del gioco che ci si sarebbero aspettati, soprattutto dopo la campagna rafforzamenti dell’estate 2014. I risultati degli ultimi tempi, inoltre, avevano reso irrespirabile l’aria di San Siro a Mazzarri: lo speaker del Meazza evitava persino di pronunciare il suo nome prima delle partite casalinghe per evitare fischi e contestazioni:
“Non ho mai visto prima un allenatore così inviso alla piazza. Lui è una brava persona – dice Moratti – , ma il carattere non lo ha aiutato, è un apprensivo: alla fine rischiava di non capirci più niente”.
I tifosi avversari ormai avevano cominciato a ricavare barzellette e sfottò sulle scusanti trovate da Mazzarri al termine dei numerosi risultati negativi. Contro il Verona è arrivato addirittura a prendersela con la pioggia…
“Ma lì Mazzarri è stato travisato – lo difende l’ex patron – , è certo che volesse dire altro, mi è dispiaciuto. Mi ha fatto quasi tenerezza”
Moratti ammette di aver consigliato a Thohir due nomi: Leonardo o Mancini, solo loro avrebbero potuto garantire l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente che servono per uscire fuori da situazioni delicate come quella in cui si trova attualmente l’Inter. Il presidente ha scelto il ‘Mancio’ cui ora spetta l’onere innanzitutto di vincere il derby e poi di riportare i nerazzurri in una posizione di classifica più consona al blasone del club:
“Pochi hanno vinto come lui all’Inter, vorrà pur dire qualcosa. Serviva qualcuno di cui la gente potesse fidarsi. Non c’erano molte alternative. Io l’ho detto a Thohir: Mancini o Leonardo, erano due i nomi. Thohir? Diamogli tempo, l’unico suo problema è che vive lontano e fa più fatica a capire cosa sta succedendo qui. Certo è che prendendo Mancini ha dato anche prova di solidità economica, molti avranno pensato: beh, allora questo i soldi ce li ha”.
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