Pina Tommasielli ci era andata giù dura nei confronti del Napoli, formulando un’accusa in particolare che ha fatto imbestialire De Laurentiis:
“Ci sono zone d’ombra e convenienze reciproche da elidere: gli ultrà sono il veicolo del business del club nel tessuto della città”.
Pruriginose, dalle parti di Castelvolturno, anche le accuse al club di insolvenza nei confronti del Comune di Napoli, visto che di recente De Laurentiis ha staccato un assegno da ben 6,2 milioni di euro per saldare tutti gli arretrati per il fitto dello Stadio San Paolo. è stato lo stesso Comune di Napoli a fornire al patron azzurro la cifra da pagare, quindi le accuse della Tommasiello, tra l’altro dimessasi molto prima del concordato tra amministrazione De Magistris e società del Napoli, secondo il club sarebbero datate e non più valide.
In attesa di capire se sarà accolto il ricorso contro la chiusura dello Stadio San Paolo, il Napoli ha già pronto un piano B per riempire l’impianto durante l’ultima gara casalinga del campionato contro l’Hellas Verona: c’è già il permesso per far entrare i bambini, un esperimento già effettuato durante la stagioen dalla Juventus. Dalle indiscrezioni si parla di circa 50 scuole coinvolte, ciascuna delle quali riceverà 200 pass per altrettanti bambini. Già durante la gara col Cagliari sono stati ospitati al San Paolo circa 1000 bambini di Scampia, ora l’obiettivo è di raddoppiare le presenze di piccoli sostenitori, per un Napoli sempre più “formato famiglia”.
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