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Napoli, Careca: “Maradona un amico, giocarci era facile, la palla arrivava sempre”

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Antonio Careca è tornato a Napoli. L’indimenticato ex attaccante azzurro e della nazionale brasiliana sta trascorrendo un periodo di vacanza nel capoluogo campano ed è stato intervistato dal Corriere della Sera.

Con Careca in campo, il Napoli ha vinto il suo ultimo Scudetto. Ora, dopo 25 anni, è di nuovo in testa alla classifica, atteso domenica prossima dal big match contro la Roma al San Paolo che potrebbe rappresentare una svolta importante nella stagione della compagine di Sarri. Careca la pensa così.

La sconfitta con il Bologna non fa nulla. Pazienza. Ora con la Roma bisogna reagire e vincere per forza. Uno scudetto a Napoli ne vale più di 10. I tifosi hanno passione e bisogna avere personalità per non deluderli

Oltre al presente, con Careca non si può non ricordare il passato, l’epopea del grande Napoli dell’epoca Ferlaino e di un numero 10 che ancora tutti amano. Quando parla di Maradona, il brasiliano evoca solo bei ricordi. Erano grandi amici Diego e Antonio e il feeling fuori dal campo si rispecchiava anche sul rettangolo di gioco con gol e assist indimenticabili

Con Diego, siamo rimasti sempre amici. Il nostro era un rapporto familiare che coinvolgeva mogli e figli. Giocarci poi era facile, aveva una visione del gioco incredibile a 360 gradi. La palla arrivava sempre e spesso era gol

All’epoca, Maradona e Careca erano i simboli di Napoli e del Napoli, idolatrati dai tifosi non solo sulle tribune del San Paolo. A riguardo il brasiliano racconta un aneddoto sulla passione dei napoletani nei loro confronti

Andavamo a mangiare la pizza alle 2 di notte, era impossibile per noi passeggiare normalmente in orari normali. Anche oggi devo girare con occhiali e cappellino in strada per Napoli, ma è bello così

Un’amicizia quella tra i due che tuttavia impedì a Careca di accorgersi dei problemi di tossicodipendeza del campione argentino tali da macchiarne indelebilmente la carriera

Non mi ero accorto e non ho mai visto nulla, non so se faceva uso di sostanze. Quando stavamo insieme stava sempre bene ed era tutto normale

alessandrobianchi

Classe 1983, scrivere di sport è sempre stato il mio sogno. Ho iniziato anni fa dai campi di calcio di periferia e ora mi ritrovo in una grande realtà editoriale. Amo il tennis, il calcio e gli sport americani. Credo di essere anche uno dei pochi appassionati italiani di cricket. Federeriano convinto, perfezionista all'inverosimile e polemico all'occorrenza.

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