Le pubbliche scuse presentate ieri da Aurelio De Laurentiis attraverso il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Napoli sembravano potere essere sufficienti a scrivere la parola fine alla vicenda della lite con il tifoso. Il presidente partenopeo aveva spiegato di aver agito in maniera eccessivamente impulsiva anche a causa della tensione accumulata nei novanta minuti della partita di Parma, specificando poi di aver già chiesto un incontro chiarificatore con il sostenitore coinvolto suo malgrado nella baruffa. A quanto pare però tutto questo non basta a placare la delusione di Dario D’Agostino, un operaio trentenne che vive a Porto Recanati, che ha fatto sapere di aver dato mandato ad un legale per valutare il da farsi.

L’avvocato Anna Rosa Belsanti ha infatti reso noto che la storia potrebbe avere strascichi in tribunali: “Ci riserviamo di intraprendere azioni legali contro Aurelio De Laurentiis. Il mio assistito ha riportato lesioni fisiche, oltre a un evidente stato di stress”. Lo stesso D’Agostino ha raccontato meglio quanto accaduto nei pochi concitati istanti successivi alla fischio finale di Parma – Napoli, Il Resto del Carlino ha pubblicato oggi un’intervista all’uomo spiegando la sua versione dei fatti:

Sono allibito e deluso dal comportamento di De Laurentiis. E ora mi riservo di querelarlo. Gli ho detto: presidente, noi non vogliamo vincere solo contro la Juventus. L’ho detto con educazione e per tutta risposta lui è sceso dalla macchina e si è avventato contro di me sotto gli occhi di chi era nei paraggi.

Il sostenitore azzurro ha confermato la versione dei fatti di De Laurentiis riguardo al contatto telefonico con tanto di invito a Castel Volturno, l’effetto non è stato però quello sperato visto che il tifoso non ha minimamente intenzione di partecipare a questo incontro che, a suo modo di vedere, è più un modo per rabbonirlo dopo quanto accaduto:

Dopo poche ore dall’accaduto sono stato contattato da un dirigente del Napoli che mi ha invitato a Castelvolturno, il centro sportivo del Napoli, per un chiarimento. Ma ho declinato l’invito senza alcun dubbio, perché la mia dignità di persona e di tifoso non la vendo a nessuno, nemmeno a chi ha solo più soldi di me. Sono sicuro di tenere di più io al Napoli, sia come squadra sia come città, che il presidente De Laurentiis.

D’Agostino dopo la breve colluttazione è stato condotto in pronto soccorso dove ha ricevuto cinque giorni di prognosi per un trauma contusivo rachide lombosacrale, ma è soprattutto lo stress emotivo che gli sta creando i maggiori problemi. Ieri non è andato a lavoro e confessa di sentirsi addirittura a disagio di fronte ai colleghi dopo questa improvvisa, non richiesta, notorietà. Nasce da queste considerazioni la necessità di valutare con il suo avvocato la possibilità di una querela. De Laurentiis, che per ritorsione aveva impedito ai suoi tesserati di presentarsi di fronte ai microfoni RAI il cui inviato si era reso “colpevole” dello scoop, rischia di pagare ora cara la sua bravata che pensava potesse essere cancellata, o quanto meno dimenticata, con delle semplici scuse formali.

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ultimo aggiornamento: 08-04-2014