All’indomani di Juventus-Napoli non si placano le polemiche per via di quanto accaduto ieri, con i partenopei che non si sono presentati all’Allianz Stadium di Torino. La palla passa al giudice sportivo, che con ogni probabilità decreterà il 3-0 a tavolino in favore del club bianconero, ma non è questo la questione su cui vogliamo concentrarci. Di sicuro il Napoli farà ricorso e addurrà come motivazione l’impossibilità a spostarsi per via del comunicato dell’Asl locale. Premesso che per consentire il regolare svolgimento delle partite è stato stabilito il 18 giugno scorso un protocollo concordato da Figc, club (tra cui il Napoli) Comitato Tecnico Scientifico, e che lo stesso è stato utilizzato con successo fino alla gara di ieri, ci sono alcune cose che ci lasciano altamente perplessi.

La questione è stata sollevata in maniera sibillina da Andrea Agnelli, presidente della Juventus, durante l’intervista a Sky Sport: “Non so se l’Asl di Napoli sia intervenuta in seguito a violazioni del protocollo…”. Probabile che il numero uno del club della Continassa faccia riferimento a quanto accaduto nei giorni immediatamente successivi a Napoli-Genoa. La gara è stata vinta dai partenopei con il punteggio di 6-0 contro un Genoa che ha dovuto rinunciare a due titolarissimi, Perin e Schone, ma il peggio sarebbe venuto fuori il giorno successivo. Nonostante la negatività all’ultimo tampone pre-gara, che ha comunque costretto i genoani ad arrivare a Napoli in ritardo – con l’ok dell’Asl locale – altri tesserati rossoblu sono risultati contagiati dopo i test di lunedì 29 settembre.

Cosa doveva fare il Napoli dopo la partita col Genoa

Cosa prevede il famoso protocollo in casi come questo? I calciatori del Napoli, venuti a contatto con i positivi del Genoa (6 sono scesi in campo al San Paolo), sarebbero dovuti finire subito in “bolla”, ovvero in isolamento presso una struttura fiduciaria concordata con l’Asl e allenarsi inizialmente in piccoli gruppi col distanziamento. E invece? Invece i calciatori del Napoli sono stati posti in isolamento volontario nelle proprie abitazioni, con il rischio di esporre altre persone ai contagi, potendo uscire solamente per allenamenti e partite. Un video pubblicato da Napolimagazine l’1 ottobre riprende Mertens al ristorante con la moglie, ma la testata sottolinea che le immagini potrebbero essere antecedenti. Impossibile saperlo, purtroppo, perché il video non è più presente sui profili Instagram di Mertens e della moglie.

I report degli allenamenti spariti

A rendere tutto ancora più oscuro, c’è però una cosa che sta accadendo in queste ore. Giuseppe Pastore, giornalista di SkyTG24 si è accorto che sul sito del club partenopeo sono spariti i report degli allenamenti dei giorni precedenti al caos di Juve-Napoli. Un improvviso attacco hacker? Strano che un pirata informatico abbia cancellato solo determinati articoli piuttosto che altri. Andando sui profili social del club partenopeo, sono ancora presenti le immagini dei report con tanto di link agli approfondimenti delle sedute, ma cliccandoci su si viene rimandati direttamente alla home page del sito ufficiale. Il dubbio che si vogliano eliminare eventuali prove di violazioni del protocollo viene spontaneo, ma ovviamente gli stessi report sono raggiungibili tramite i siti delle testate giornalistiche locali, che ne hanno ripreso fedelmente i testi.

Cosa rischia il Napoli

La giustizia sportiva, dice qualcuno, si sarebbe già mossa aprendo un fascicolo a riguardo, ma cosa rischierebbe il Napoli se venisse accertata la violazione del protocollo? Come emerge dal comunicato del Consiglio federale dopo l’approvazione dello stesso, “in caso di violazione dei protocolli sanitari, a carico della società responsabile si applicano, a seconda della sua gravità, le sanzioni dell’articolo 8, lettere b) c) e g)”. Tradotto, a seconda della gravità della violazione, le sanzioni vanno da un’ammenda, ad un’ammenda con diffida e fino anche alla penalizzazione in punti. Se dalla violazione del protocollo dovesse invece scaturire un positivo, invece, la sanzione sarebbe addirittura la retrocessione. Insomma, se dovesse essere appurato che dai comportamenti tenuti dal Napoli dopo l’incontro con il Genoa siano scaturite violazioni del protocollo, il club di De Laurentiis rischierebbe grosso. Inoltre, dovrebbe dare delle spiegazioni anche l’asl locale, che deve vigilare sul rispetto di queste norme. A meno che a loro non interessasse solamente la partenza per Torino.

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ultimo aggiornamento: 05-10-2020