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Taarabt, è scontro con Redknapp: “Grasso? Mi usa come capro espiatorio”

Banale non lo è mai stato, ma Harry Redknapp a volte ha esagerato nel parlare dei singoli, soprattutto quando le cose non andavano bene: il manager del Queens Park Rangers sta avendo di che pensare in queste settimane dato che i londinese stazionano sul fondo della classifica in Premier League, nonostante al Loftus Road le aspettative siano sempre alte dato che i nomi in squadra non mancano. Qualche tempo fa aveva parlato dei problemi sopratutto tattici di Mauricio Isla, tre giorni fa aveva invece attaccato senza giri di parole Adel Taarabt, il marocchino l’anno passato in prestito per cinque mesi al Milan in cui aveva fatto vedere grandi cose (e quattro gol); secondo Redknapp lo scarso minutaggio a lui concesso (appena 23 minuti) è solo colpa sua:

“Non posso continuare a proteggere le persone che non vogliono correre ed allenarsi e che sono in evidente sovrappeso. Taarabt non è in forma per giocare a calcio. L’altro giorno ha giocato in un match con le riserve e avrei potuto correre più io di lui. Non posso metterlo in campo. In campo ci va chi ci prova, chi merita di essere in un buon club come il Qpr. Quando inizierà a farlo, forse avrà la sua chance”.

Dopo questo attacco frontale non ha lasciato insensibile il fantasista maghrebino che si è affidato alle colonne del Sun per rispondere a modo al suo allenatore; sul tabloid inglese campeggia oggi in prima pagina una foto del giocatore che mette in mostra i suoi addominali (qui potete vederla), quindi spiega cosa davvero pensa della sua situazione e del perché non abbia per niente mandato giù l’uscita di Redknapp:

“Innanzitutto voglio dire che sono un chilo più magro rispetto a quando ho giocato nel Milan. Penso che abbia detto quelle parole per il momento che sta vivendo la squadra, è arrabbiato e deve trovare scuse, ma essendo un manager di esperienza dovrebbe essere capace di tenere sotto controllo la situazione. Insomma, in altre parole sono il classico capro espiatorio. Ma sono anche un professionista e ci tengo a proteggere la mia reputazione”.

Quindi entra nel merito tecnico cercando di dare una spiegazione alle sue continue esclusioni:

“Il mio lavoro è quello di creare, di far gol e farne fare ai miei compagni. Forse Redknapp si aspetta da me più scivolate, più agonismo, ma non sono quel tipo di giocatore. Posso solo entrare in forma giocando, anche allenandomi sei o sette ore al giorno non ci riuscirò mai”.

Diplomatico? Non proprio, forse che forse le sue chance di giocare si sono definitivamente ridotte al lumicino.

vieni127

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