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Riforma della giustizia sportiva: non ci saranno più gli sconti del Tnas

Il nuovo filone del calcioscommesse venuto fuori dalla procura di Cremona accelera il processo già in atto presso il Coni, per la riforma della giustizia sportiva. Da Calciopoli in poi il tribunale del calcio, e non solo, si è dimostrato evidentemente inadeguato e incapace di dare giudizi uniformi nei tempi giusti. È successo più volte, ad esempio, che tesserati coinvolti nello stesso procedimento, fossero giudicati in diversi momenti di una stagione, falsando in modo evidente il corretto svolgimento dei campionati. I capisaldi che saranno alla base della riforma, secondo quanto anticipato dal Coni, saranno: velocizzazione dei processi, limitazione della responsabilità oggettiva dei club, separazione delle competenze degli inquirenti e abolizione del Tnas e dei suoi “sconti”.

Attualmente, sta lavorando al progetto della nuova giustizia sportiva un gruppo di lavoro voluto dal numero uno del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò, in collaborazione con la Figc e sotto l’osservazione del presidente federale Giancarlo Abete. Poco cambierà dal punto di vista delle pene: ad esempio nel caso di Gattuso e Brocchi e dei rispettivi club, le squalifiche ed eventuali penalizzazioni sarebbero comminate con gli stessi criteri del ‘vecchio’ codice di giustizia sportiva, con un’aggravante, ossia l’impossibilità di sperare in uno sconto del Tnas, che quando si terrà il processo sportivo sul nuovo filone del calcioscommesse sarà ormai cancellato. Secondo il presidente Malagò, il Tnas era considerato erroneamente il terzo grado di giustizia sportiva ed entrava anche nel merito delle sentenze, contrariamente a quanto avviene negli altri ordinamenti giuridici.

 “A suo tempo si inventarono il Tnas per frenare i ricorsi al Tar – spiegò tempo fa il numero uno del Coni – , purtroppo questo esperimento non ha funzionato. Dov’è che non funziona? Semplice: se c’è stato un percorso processuale nella federazione di riferimento e, praticamente, si ricomincia da capo al Tnas, vuol dire che c’è qualcosa che non va. E da qui sono nate le sentenze a ribasso”.

A giugno, alla naturale scadenza delle cariche che lo compongono, dunque, il Tnas non sarà rinnovato e verrà invece sostituito da una Corte Suprema che altro non sarà se non una Cassazione sportiva che non interverrà nel merito delle sentenze, ma solo sulla loro legittimità. Quanto al testo della riforma, seppur non ancora definitivo, sarà presentato oggi nella Giunta del Coni e poi domani nell’Assemblea Nazionale. L’entrata in vigore è prevista per i primi mesi del 2014, presumibilmente a marzo.

Mirko Nicolino

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