Arrigo Sacchi, ex allenatore, ha parlato ai microfoni di Sky Sport a margine della presentazione del suo libro.
CALCIO OFFENSIVO – «Qualche movimento c’è, si muovono tutti, ma sempre in ritardo. Gli strateghi non sono moltissimi, anche le squadre più piccole cercano di migliorarsi, ma è il paese che non si migliora. E questo cade sul calcio, anche. Arriviamo sempre in ritardo, è un paese che ha illuminato il mondo fino ai romani, dopo sempre meno. Oggi parliamo solo, ogni partito ha cinque o sei correnti interne. Uno per uno è sempre uno. Poco tempo fa sono stato premiato in Croazia, parlando con loro sentivo che tutti la pensavano nello stesso modo. La maggior parte degli allenatori guardano i piedi, le individualità. Io guardavo la testa delle persone, non volevo giocatori già affermati. È un paese dove le squadre sono in rosso, di bilancio, perché sono tattici. E non danno un gioco, cerca di sfruttare l’errore altrui, allora deve mettere un calciatore di grande valore. Aiuta poco la squadra e poi approfitta dell’errore altrui. Vincere con i bilanci in rosso è rubare».
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