Maurizio Sarri
Il padre di Maurizio Sarri, Amerigo racconta al Corriere della Sera, la sua vita e gli inizi dell’attuale tecnico della Lazio.
Sul ragazzo Maurizio: “Quando iniziò a parlare, parlava bergamasco (ride). Sentiva tutti che chiamano i padri “papà” e lo faceva anche lui. “Nun so’ papà, sono babbo”, gli dicevo, perché in Toscana si usa così. Cominciò a chiamarmi “ba-pà”.
Aggiunge così: “Veniva in bicicletta con me. Una volta, mentre era svincolato, gli chiesero che partita gli sarebbe piaciuto vedere, rispose: “Se c’è una tappa del Giro d’Italia o del Giro di Francia, guardo quella. Andava bene nel calcio? Insomma (sorride). Come ciclista poteva fare strada, come calciatore… Aveva un po’ i piedi per conto loro. Era un difensore, uno spogliatore.“
Il tifo di Maurizio: “L’allenatore l’aveva nella testa da piccolo. Metteva in corridoio le figurine dei calciatori e gli faceva fare i passaggi. Era tifoso? Da bambino era per il Napoli. Una volta si andò a vedere Fiorentina-Napoli con la 500 targata Firenze. Sull’autostrada i napoletani ci salutavano. All’arrivo mi accorsi che aveva messo dietro un telone “Forza Napoli!”. Si andò in curva con i napoletani, ma la Fiorentina vinse 2-0.” Queste le parti più interessanti dell’intervista fatta dal Corriere della Sera ad Amerigo Sarri.
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