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L’allenatore rivelazione della B dello scorso anno e confermato come ottimo allenatore grazie alla sua prima esperienza nel Sassuolo parla in una bella intervista alla Gazzetta dello Sport.
Queste le parole del tecnico sul suo incubo peggiore: “L’unico incubo è quello di presentarmi qui, trovare il cancello chiuso e una persona che mi dice che il Sassuolo non ha più bisogno di me.”
L’impronta nella squadra del tecnico: “Non mi interessa che si noti la mia impronta. Contano la crescita della squadra e i miglioramenti dei singoli. Io ho le mie idee, però poi mi lascio anche guidare dalle caratteristiche dei giocatori. La palla ai nostri attaccanti non va portata, ma data il prima possibile: allora facciamo meno possesso e proponiamo un calcio più verticale. Di sicuro adesso il Sassuolo non è quello di quattro mesi fa.”
La pressione che sente da allenatore: “Non ho sentito pressione perché ero consapevole della situazione. Ero convinto che fosse un’esperienza molto stimolante oltre che difficile. Ora sono soddisfatto di quanto stiamo facendo. Un allenatore deve avere tante sicurezze, altrimenti non può trasmetterle agli altri. Però mi metto ogni giorno in discussione.” Conclude così l’intervista.
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