Silvio Berlusconi, presidente del Milan, ha deciso di affidare la panchina a Pippo Inzaghi. L’ufficialità è attesa ad ore, ma ormai il destino di Clarence Seedorf è segnato. Il tecnico olandese, corteggiato a lungo e messo sotto contratto a gennaio per due anni e mezzo, vede concludersi la sua seconda avventura in rossonero – dopo quella da calciatore – al termine di soli quattro mesi. Un divorzio annunciato e che è maturato davvero in un lampo: sono bastate poche settimane alla società di via Aldo Rossi che uno con la personalità di Seedorf, con questa sua voglia di cambiare tutto e subito, nello spogliatoio del Milan non ci può stare. I legali Fininvest si sono così messi subito in moto, ma pare al momento molto difficile scappare dal pagamento dei restanti 10 milioni di euro di ingaggio.
Nonostante l’inizio a singhiozzo, alla fine i risultati Seedorf li ha ottenuti, migliorando anche dal punto di vista del gioco rispetto al lavoro del suo predecessore, Massimiliano Allegri. A fare la differenza, però, è stato l’impatto devastante che il carattere dell’olandese ha avuto con frange dello spogliatoio, attualmente spaccato in due gruppi, e della stessa dirigenza. Prima le confidenze (poi smentite) agli ultrà, poi alcune decisioni molto discusse sui metodi di lavoro e alcune scelte organizzative, hanno tramutato i sorrisi dei primi giorni in mugugni e in alcuni casi rabbia. Ne è testimonianza la scazzottata tra Amelia e Bonera, avvenuta sul pullman della squadra di rientro dall’inaugurazione di Casa Milan.
La situazione è via via sfuggita di mano a Seedorf, che in alcune occasioni si è visto pure imporre dalla società i giocatori da mandare in campo dal primo minuto (contro il Catania il famoso “caso Montolivo”). Dalla parte dell’olandese sono rimasti fino alla fine solo i tifosi, che anche nell’ultima gara casalinga contro il Sassuolo lo hanno acclamato a gran voce. Non è bastato: nonostante Berlusconi si sia detto possibilista subito dopo la chiusura del campionato, lo stesso patron ha deciso di sollevarlo dall’incarico per affidare la panchina a Pippo Inzaghi. Una decisione che costerà 10 milioni alle casse societarie, poiché pur avendoci pensato, il licenziamento per giusta causa in stile Lotito, non è stata ritenuta una soluzione consono ad un club del blasone come il Milan. La speranza del club rossonero è che i buoni risultati ottenuti negli ultimi tempi, valgano a Seedorf una rapida chiamata su qualche altra panchina.
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