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Serie A, ottava giornata: cori discriminatori ovunque, oggi le sentenze di Tosel

Le nuove e più morbide norme stabilite nell’ultimo consiglio federale nei confronti dei cori rappresentanti discriminazione territoriale, non hanno avuto l’effetto sperato, ossia che gli ultras si dessero una calmata di fronte ad un allentamento della morsa. Tutt’altro, cori insultanti e rappresentanti discriminazione razziale e territoriale, si sono ripetuti venerdì sera allo Stadio Olimpico di Roma, nel corso della gara vinta dalla capolista sul Napoli; sabato a San Siro in occasione di Milan – Udinese; ieri sui campi di Bergamo, Torino e Firenze. Insomma, cambiano le regole, aumenta la stupidità e quel che fa più rabbia è che tutte le tifoserie si stanno ormai allineando in questo mutuo soccorso dell’imbecillità, stabilendo quasi una contemporaneità nell’intonazione dei beceri canti.

Oggi, dunque, il Giudice Sportivo GianPaolo Tosel, avrà un bel da fare per analizzare tutto il materiale proveniente dai campi della Serie A e in seguito stabilire le sanzioni caso per caso. Le decisioni arriveranno quasi certamente nel tardo pomeriggio di oggi e c’è molta curiosità per vedere come verranno applicate le nuove direttive della Serie A. Con la precedente interpretazione, non ci sarebbero stati dubbi: chiusi Olimpico e San Siro (recidivi), chiuse le curve di Atalanta e Inter. Sarebbero bastate un paio di domeniche ancora e tutta la serie A si sarebbe giocata presto a porte chiuse.

Per questo motivo, il consiglio federale straordinario, riunitosi mercoledì scorso, ha introdotto la condizionale, che eviterà – se non in casi estremi – la chiusura di interi impianti. A pagare, però, saranno sempre le società, che si vedranno recapitare i bollettini per pagare multe salatissime per le intemperanze dei propri tifosi. Il messaggio che si è voluto inviare alle curve, infatti, non è stato recepito: “ammorbidiamo le sanzioni, ma ora fate i bravi”. Niente da fare, anzi, la situazione è chiaramente peggiorata. Inutile dunque girarci attorno, si potranno cercare palliativi finché si vuole, la soluzione unica è che le società la smettano per sempre di foraggiare con soldi e abbonamenti gratuiti, chi poi fa persino comminare multe alla propria squadra. Altrimenti, disse un tale, “tenetevi il miliardo”.

Mirko Nicolino

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