Il Ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora si è mosso con largo anticipo, dopo l’avvio dell’offensiva turca nel nord della Siria, condannata all’unanimità dalla comunità internazionale, per chiedere alla UEFA di valutare la possibilità di spostare il luogo scelto per la finale di Champions League, che al momento si svolgerà il 30 maggio del prossimo anno ad Istanbul.
La richiesta è stata inviata tramite lettera al presidente della UEFA Aleksander Ceferin, come reso noto dallo stesso ministro:
[related layout=”big” permalink=”https://www.polisblog.it/post/448431/siria-assassinata-hevrin-khalaf-nota-attivista-per-i-diritti-delle-donne”][/related]A seguito dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione”. Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale.
Spadafora ha ricordato che da anni l’ONU promuove la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” e proprio per questo svolgere una finale di tale rilievo nella capitale di un Paese che ha appena avviato un’offensiva nei confronti di un altro sarebbe in contrasto con la concezione di sport come strumento di pace.
Da qui l’appello a Ceferin:
In qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio. […] Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti.
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Posted by Vincenzo Spadafora on Monday, October 14, 2019
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