Dopo il 2-0 maturato ieri contro il Celtic, la Juve ha dato lavoro agli statistici impegnati ad aggiornare dei numeri che iniziano a essere conosciuti in tutta Europa: numeri da grandissima squadra, atti a sottolineare una volta di più lo stratosferico lavoro compiuto dalla compagine bianconera in un poco più di una stagione e mezza. Partiamo dunque da lontano e più precisamente dalla stagione 2009/2010, alla guida della Vecchia Signora c’era Alberto Zaccheroni: sotto la guida di Ciro Ferrara, la Juve aveva abbandonato la Champions League prendendo 4 schiaffi in casa dal Bayern Monaco, dacché la retrocessione in Europa League e, dopo i sedicesimi superati ai danni dell’Ajax, successiva eliminazione al Craven Cottage di Fulham prendendo altre 4 sberle. Ebbene, la Juve da allora non ha più perso una partita in giro per il Vecchio Continente.

Nove vittorie e nove pareggi, per un totale di 18 partite senza conoscere la parola sconfitta, una striscia che attualmente si colloca al terzo posto tra quelle di tutti i tempi: al primo v’è l’Ajax, che fra il 1994 e il 1996 mise in fila 21 gare utili tra Champions e Supercoppa (15 vittorie e 6 pari), al secondo posto la Juve di fine anni ’60, 20 partite senza ko grazie a 13 vittorie e 7 pareggi tra Coppa delle Fiere e Coppa delle Coppe. Ma se non basta questo dato a far capire la reale dimensione della squadra di Conte, in fondo averne pareggiate 9 (con conseguente eliminazione dall’Europa League di due anni e mezzo fa) non è di certo un fatto totalmente positivo, a far specie sono i numeri inerenti questa Champions League, in cui la Juve fino a questo punto ha fatto meglio di tutte le altre.

Le foto di Juventus – Celtic 2-0 (Matri, Quagliarella)






Partiamo dalla difesa. Gianlugi Buffon non subisce gol da 490 minuti, dalla punizione in quel di Copenhagen calciata da Beckmann con addosso la maglia del Nordsjaelland: da allora cinque partite a porta inviolata e cinque vittorie. In generale la Juve ha giocato otto partite subendo appena 4 reti, miglior difesa della competizione insieme a quella del Porto che però ha giocato una partita in meno (la settimana prossima alla Rosaleda di Malaga); come detto non è stata neanche mai sconfitta, impresa fino ad ora riuscita solo a Schalke 04 e Borussia Dortmund. E il tanto vituperato attacco? Diciassette reti fatte, meglio della Juve a quota 18 solo Real Madrid e Bayern Monaco. D’altra parte in questa stagione i bianconeri hanno disputato 40 partite ufficiali e segnato 80 gol, una media da 2 a partita niente male.

Assodata la solita cooperativa del gol (15 marcatori diversi fino ad ora), a dimostrazione che il tanto dibattuto problema attaccanti in seno alla rosa juventina praticamente non esiste: a parte Matri, in forma ma fermo a 8 gol (7 dei quali segnati in due mesi e mezzo), gli altri tre centravanti sono in doppia cifra (Giovinco 11, Vucinic e Quagliarella 10) e anche Conte ieri ha confermato: “Se io suddivido le 40 reti nei due giocatori titolari, ne faccio 15 e 15, e le due riserve hanno fatto 5 gol e 5 gol. Tante volte sento parlare un po’ a vanvera e bristrattare un po’ gli attaccanti. Gli attaccanti sono quasi tutti in doppia cifra“. Insomma, difesa granitica, centrocampo super (26 gol solo tra Vidal, Pirlo, Marchisio e Pogba) e attacco prolifico, perché non sognare di vincere la Champions League? Conte in fondo ci spera ma ammette:

“Pensare di essere allo stesso livello di Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco è un’utopia. Sicuramente noi in questo momento siamo 3-4 gradini sotto rispetto al livello di queste squadre. Ma questo non significa niente, perché c’è un campo di calcio, sono undici giocatori loro, undici noi, c’è l’arbitro, le porte, ci sono due match, l’andata e il ritorno da affrontare. Dovessimo incontrare queste squadre, non partiremmo sicuramente battuti: potremmo giocarci le nostre chance, sapendo che il lavoro ci ha portato dove siamo arrivati. E vogliamo sicuramente crescere nei prossimi anni”.

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