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STATS – Milan-Leao, progetto 2028: Serie A e Champions League, dove ha fatto meglio?

Tutti i numeri di Rafael Leao con la maglia del Milan dopo l’ufficialità del rinnovo di contratto fino al 2028

«Il rinnovo era quello che volevo e l’ho detto a tutti: grazie al Milan per lo sforzo»: ha commentato così Rafael Leao la firma apposta sul nuovo contratto ieri che prolunga l’intesa con il club rossonero fino al 2028. Aggiungendo qual è il programma per il futuro immediato: «Voglio vincere tanto, riprovando l’emozione che ho provato quando abbiamo vinto lo scudetto, perché è lì che ho visto la dimensione di questo club che è enorme».
In cosa deve migliorare il giovane portoghese? La domanda si potrebbe anche porre diversamente: fatto salvo che c’è ancora una gara da giocare domani – Milan-Verona -, Leao finora ha realizzato lo stesso numero di gol in stagione: 14 nell’annata per l’appunto tricolore; altrettanti nel 2022-23, che non ha portato nulla nella bacheca rossonera. É questo il primo limite da superare? Può Rafa toccare cifre superiori, anche se va detto che solo due anni fa era andato in gol la metà delle volte? E, ulteriore tema, in Champions si è sempre fermato a una sola rete nelle ultime due edizioni: non è un po’ troppo poco per uno dal suo talento così esuberante?
Sono domande che avranno una prima risposta il prossimo anno, quando anche per l’entità dell’emolumento percepito le aspettative nei suoi confronti saranno enormi. Proviamo a indagare quali sono state le differenze di utilizzo tra Italia ed Europa.

A unificare entrambi i Leao, per così dire, c’è il saper giocare per gli altri. Se in Champions è Giroud la sicurezza sotto il profilo realizzativo, quando si fa riferimento agli assist Rafa non ha eguali in entrambi i contesti. I passaggi decisivi sono stati complessivamente 11, 7 in campionato e 4 in Europa: proporzionalmente non sono pochi quelli nelle gare internazionali e segnalano il funzionamento di quella che per il milanista è una vera e propria attitudine. In campionato Leao ha giocato anche talvolta sulla trequarti, quando Pioli ha pensato che potesse essere una posizione foriera di interessanti sviluppi. Non è andata così, non ci sono state prove convincenti e si è tornati sulla sinistra, laddove in Europa non ci si era mai spostati. I numeri dicono anche che: Leao è un totem (91% di gare giocate in entrambe le manifestazioni); in Champions ha una percentuale di minutaggio molto superiore, in gare così determinanti diventa difficile sostituirlo e tutti sanno quanto sia mancato nell’andata delle semifinali; nell’ambito della partecipazione al gioco, tocca in Europa più palloni di quanto abbia fatto in Italia.

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Redazione F

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