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Tommaso Rocchi fa 100 (gol in Serie A): “Dedicato a chi mi vuole bene”

Tommaso Rocchi e il numero 100, un’ossessione a cui l’attaccante veneziano può finalmente mettere la parola fine: prima la rincorsa alla tripla cifra con la maglia della Lazio (con Reja che lo impiegava col contagocce e lui che, a quota 99, scalpitava per fare cento), quindi la voglia matta di fare cifra tonda in quanto a realizzazioni in Serie A. Fermo a 99 da 14 mesi, dal 2-0 rifilato al Milan nella seconda giornata di ritorno dello scorso campionato, Rocchi ha nel frattempo cambiato maglia e motivazioni, finito ai margini dell’Inter nonostante le premesse leggermente diverse quando arrivato alla Pinetina lo scorso gennaio. La cessione di Livaja e l’infortunio di Milito l’hanno però portato in rampa di lancio, pronto e arruolabile all’ennesimo forfait di natura fisica in casa Inter: out Palacio, scatta l’ora di Rocchi contro l’Atalanta, squadra a cui aveva segnato in carriera già tre volte.

E al 43esimo del primo tempo ecco l’agognata rete: calcio d’angolo dalla sinistra, Rocchi taglia con rapidità sul primo palo e trova la coordinazione giusta per far fuori Polito con un tiro di prima che si insacca sotto la traversa. Per l’ex Empoli (17 gol in A con i toscani) e Lazio (82 centri in 244 partite coi biancocelesti) è il gol della liberazione, per lui si spalancano le porte di un club esclusivo, quello dei cosiddetti “centenari“, i giocatori capaci di siglare 100 o più gol in Serie A: gli ultimi ad entrare a farne parte sono stati Miccoli e Cavani, Rocchi è il 76esimo calciatore della storia a raggiungere questo prestigioso traguardo, dodicesimo ancora in attività. Prima che accadesse l’inimmaginabile a San Siro, cioè alla fine del primo tempo tra Inter a Atalanta, sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, Sky aveva sentito a caldo Rocchi:

“Liberazione? Sì, per tanti motivi. Ma l’importante era andare in vantaggio. Aver fatto gol mi fa piacere per la squadra, ora avanti così anche nella ripresa per i tre punti. Dedica? A tutti quelli che mi vogliono bene”.

Strana la carriera di questo attaccante buono per tutte le stagioni anche se ormai troppo in avanti con gli anni: trasferitosi giovanissimo a Torino dal Venezia, ha ben figurato con la Primavera della Juve con cui non ha però mai esordito. Tanta provincia (Pro Patria, Fermana, Saronno, Como e Treviso), fino alla fermata Empoli, in B. Coi suoi gol trascina gli azzurri in massima serie e si impone anche in Serie A (dove ha esordito a 25 anni): memorabile la sua tripletta alla Juve al Castellani, ma splendidi anche i suoi anni all’Olimpico con la fascia di capitano della Lazio al braccio. Poi il trasferimento all’Inter, in sordina ma con la solita grande professionalità. Per brindare al gol numero 100 in Serie A in una sera di aprile. Complimenti.

vieni127

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