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Tra polemiche e dubbi una certezza: l’Atalanta deve ripartire per la rincorsa Champions

Una brutta sconfitta che l’Atalanta deve resettare: obiettivo pensare al Bologna per la rincorsa Champions League

Resettare. Questa è il concetto che l’Atalanta deve metabolizzare dopo quella che è stata la sconfitta di ieri sera contro l’Inter. Le polemiche non sono mancate: seppur il braccio di Miranchuk sia abbastanza largo (con Bastoni che fa fallo sul russo influendo sul tocco), la palla non è mai uscita totalmente dal campo (il guardalinee alza a bandierina in maniera imprecisa dove l’ultima decisione spetta all’arbitro) e Federico Dimarco è in area nel momento in cui Lautaro Martinez batte il rigore. Dall’altra parte rimangono episodi fini a se stessi se paragonati a quello che la Dea ha messo in campo.

Oggettivamente la squadra di Gasperini ieri ha affrontato la gara in una maniera indifferente a quello che poteva essere l’esito finale: l’Inter è oggettivamente molto più forte dei bergamaschi, e la reazione da parte degli ospiti è stata praticamente inesistente se non all’inizio e in una piccola parte di secondo tempo. Giocatori influenzati dagli episodi? Forse, ma la Dea ha sempre dimostrato in questa stagione che se vuole può, come ha fatto con la rete siglata da De Ketelaere.

Inutile piangere sul latte versato, e come ha spiegato Zappacosta nel post partita contro l’Inter, l’Atalanta non era prima la più forte di sempre e ora invece un semplice gruppo meta-classifica: ci vuole equilibrio, considerando che rimane sempre quella squadra che nell’ultima mese è volata in alto. Serve ripartire, rialzare la testa e pensare allo scontro diretto con il Bologna resettando ciò che è stato mercoledì sera: tenendo presente degli errori fatti e credendo nelle proprie capacità. Occorre energia e concentrazione (quello che è mancato nelle ultime due partite), perché se da una parte basta poco per far crollare tutto il castello di carta dall’altra parte ci vuole un attimo per ritornare grandi: come si è sempre fatto in questi anni, anche di fronte ad una direzione di gara ritenuta discutibile.

Redazione F

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