Neymar non ce la fa proprio, è più forte di lui. Sul suo talento calcistico non c’è nulla da dire: grandi doti atletiche, tecnico-tattiche e, soprattutto, una personalità da fuoriclasse assoluto. Come calciatore, dunque, se la cava più che bene. C’è però anche un’altra arte nella quale il brasiliano eccelle: quella attoriale. È un vero maestro dell’improvvisazione, specializzato nelle interpretazioni drammatiche.

Al 70esimo minuto della sfida tra Brasile e Messico, con i verdeoro già in vantaggio per 1-0 proprio grazie ad un gol del giocatore del PSG, Neymar ha dato il meglio di sé: urla, espressione trasfigurata dal dolore e le immancabili capriole. Una frattura scomposta? Un improvviso ed inatteso parto? Niente di tutto questo. A farlo urlare di dolore è stato il messicano Layun, reo di avergli appoggiato la punta del piede sulla caviglia mentre raccoglieva il pallone da terra tra le sue gambe per cercare di accelerare la ripresa del gioco.

Qualcuno potrebbe immaginare che Layun l’abbia fatto di proposito, con l’intenzione di far male al suo avversario. C’è però un particolare da non sottovalutare: Layun oltre a Neymar ha contestualmente “calpestato” anche la punta del piede di Antonio Mateu, quarto uomo spagnolo presente a bordo campo, dove è avvenuto l’episodio. Incredibilmente Mateu è rimasto in piedi e non ha fatto neanche una smorfia, nonostante il fatto che Layun abbia verosimilmente appoggiato il peso proprio sul suo piede. Evidentemente Mateu indossava delle scarpe antinfortunistiche con la punta di ferro.

La sceneggiata di Neymar avrebbe potuto trarre in inganno gli arbitri, che fortunatamente non sono cascati nel tranello. Grazie al Var è stato infatti subito possibile appurare che Neymar, ancora una volta, ha voluto mettere in mostra tutta la propria cultura antisportiva.

Riproduzione riservata © 2024 - CALCIOBLOG

ultimo aggiornamento: 02-07-2018