Quando si perde ai rigori significa molto semplicemente che l’equilibrio è stato massimo e che la differenza l’ha fatta chi è stato più bravo e più freddo dal dischetto. Siviglia-Roma ha avuto un tempo a testa in termini di gol – prima Dybala, poi l’autogol di Mancini -; un palo ciascuno: Rakitic quando la Roma era in vantaggio, Smalling nell’ultimo assalto dei tempi supplementari; un numero di occasioni sostanzialmente simile. Dal punto di vista dell’elaborazione del gioco, quali macro differenze si sono viste?
Il Siviglia è stato superiore nel possesso palla in maniera marcata, ma questo era preventivabile all’inizio. Ha concluso di più in porta, ma non è stato più pericoloso. Equilibrati i tocchi in area di rigore avversaria. Altissima la quantità di cross prodotti a partire dalla ripresa, dove gli ingressi di Suso e Lamela hanno cambiato la gara e proprio da un traversone dalla destra è nata la rete del pareggio. La Roma ha dimostrato la sua solidità difensiva: ha vinto più contrasti e Smalling su tutto e tutti ha giganteggiato nei duelli aerei. É stata una gara che, dopo essersi stappata, ha visto molti uno contro uno e nei dribbling ha prevalso la formazione di Mendilibar, quella di Mourinho non ha potuto non pagare la forzata sostituzione di Dybala.
Andiamo a analizzare alcune prestazioni individuali mischiando i giudizi de La Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera.
SMALLING – Migliore in campo per la Rosea, unico dei protagonisti in campo a meritare il 7,5, è autore di una «prova titanica». Il Corriere ricorda che ha annullato quell’En-Nesyri che aveva segnato sia al Manchester United che alla Juventus nei turni precedenti.
DYBALA – Il quotidiano generalista lo considera inarrivabile per gli altri con un 7,5, sottolineando che «le finali le giocano i campioni, anche zoppi». Eco della Gazzetta: «Una Joya dimezzata, eppure sempre tremendamente efficace».
SPINAZZOLA – Unanimità di bocciatura. Per l’occasione sprecata sullo 0-0, la sofferenza patita e i pericoli che vengono quasi tutti dalla sua parte.
MANCINI – Tra autogol e rigore sbagliato non è la sua gara, nonostante sia lui a regalare a Dybala la palla del vantaggio come aveva fatto con Zaniolo nella finale dell’anno scorso. Il 5 del Corriere non trova d’accordo il quotidiano sportivo, che lo salva col 6 per la «grinta proletaria» che ha conquistato Mourinho.
BELOTTI – Anche l’ex granata divide. Lievemente insufficiente per la Gazzetta nonostante «la solita generosità»; il Corriere, invece, gli attribuisce un convinto 6,5 per l’occasione procuratosi sulla punizione di Pellegrini.
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