Domenica sera è finito il tormentone di inizio anno, situazione sportivamente angosciante per i tifosi e le dirigenze di Galatasaray e Inter, nonché del diretto interessato Wesley Sneijder; dopo un lungo periodo di riflessione l’olandese due giorni fa ha dato il suo placet al trasferimento a Istanbul mettendo dunque tutti d’accordo. Così ieri ha avuto il piacere di ricevere un bagno di folla al suo arrivo sulle rive del Bosforo, oggi visite mediche (superate senza problemi) presentazione alla stampa al termine del quale si è consumato il rituale della firma sul contratto. Scopriamo dunque quali sono state le parole del fuoriclasse olandese che ha scelto la maglia numero 14 e che è pronto sin da subito a scendere in campo, prossima partita per i giallorossi il derby contro il Besiktas:

“Voglio essere pronto da subito per il mio nuovo club, credo di potercela fare a giocare, le visite mediche sono andate molto bene. Sono molto felice di essere qui, il Galatasaray è un grande club ed è un onore essere qui. Quando ho visto tanti tifosi accogliermi all’aeroporto mi sono sentito orgoglioso, così come oggi quando tante persone mi hanno accolto per le visite mediche. E’ bello per me giocare in questo stadio, sono pronto a cominciare. Domani avrò il primo allenamento con i miei nuovi compagni. Sono pronto e sono molto felice”.

Ma perché alla fine Sneijder ha scelto proprio il Galatasaray?

“Bisogna sempre la scelta migliore, e io so di avere fatto la scelta migliore. Per me è uno dei top club, siamo ancora in Champions League. Penso che questa squadra sia una delle grandi e voglio aiutare il club a fare ancora meglio. La mia decisione è stata facile, avevo molte offerte ma quella del Gala è stata la prima. Mourinho? Ho parlato con lui come con Van Gaal, sono stati loro a darmi la spinta decisiva per venire qui. Sono stati due allenatori molto importanti per la mia carriera”.

Inevitabile parlare del capitolo appena chiuso, quello con l’Inter:

“Avevo dei problemi col mio vecchio club, l’Inter, e volevo sistemare tutte le questioni prima. Ho un buon rapporto con il presidente Moratti, volevo risolvere tutto con la società prima di fare qualunque mossa. Forse per voi è stato un tormentone, ma per me no. Cosa è successo dal 2010 in poi? Quando vinci tutto, è difficile per non dire impossibile rifarlo. E’ stata la migliore stagione ma poi c’è stato un momento molto duro perché nell’Inter son cambiate tante cose, son cambiati tanti giocatori e soprattutto tanti allenatori. Io poi ho iniziato a giocare in ruoli diversi, e non era facile. Per me come per tutta la squadra. Tutto deve andare bene perché io possa giocare bene, all’Inter si era creata una situazione difficile”.

Chiosa finale sui singoli, in particolare il futuro compagno di squadra, l’ex laziale e portiere Fernando Muslera, e l’amico di mille battaglia con l’Olanda Dirk Kuyt, in forza ai rivali del Fenerbahçe:

“Muslera per me è un ottimo portiere, non sono mai riuscito a fargli gol. Sono contento di essere suo compagno, è uno dei migliori estremi difensori al mondo. Kuyt? Io e lui siamo ottimi amici. Ovviamente gli ho chiesto qualcosa di Istanbul, ma è stata l’unica cosa che gli ho chiesto”.

Festa finita, si torna a sudare caro Wes. Sui campi turchi.

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