Fino al 2008 Vicente Del Bosque voleva dire una sola cosa: Real Madrid. Quell’anno la Spagna vinse il suo secondo europeo di calcio con Aragones in panca e fu proprio il rubicondo tecnico di Salamanca a succedergli: dopo una vita spesa con la camiseta blanca da centrocampista e tanti altri anni quale allenatore delle merengues, Del Bosque accettò di diventare il commissario tecnico delle Furie Rosse con un unico enorme obiettivo. Portare il Paese sul tetto del mondo calcistico. Alla fine ha avuto ragione lui: prima il Mondiale in Sudafrica, come se non bastasse ha bissato il successo agli Europei nella famosa quanto disastrosa (per i nostri colori) finale di Kyev contro l’Italia. Proprio da quella partita e dalla competizione continentale della scorsa estate in Polonia e Ucraina, è partito il ct iberico per analizzare il momento del calcio italiano:

“Agli Europei nella prima partita l’Italia ha giocato meglio di noi ed è cresciuta fino alla grande semifinale con la Germania. In finale probabilmente ha pagato un po’ di stanchezza, dovuta anche al giorno di riposo in meno. Gli azzurri stanno cambiando la loro filosofia: a giugno noi e loro ci confronteremo con alcune delle Nazionali più forti, a cominciare da Brasile e Uruguay”.

Parla da Rio De Janeiro il “Marchese di del Bosque”, titolo conferitogli da Re Juan Carlos nel 2011 dopo i successi della campagna sudafricana; è in Brasile per premiare degli sportivi ed è inevitabile che gli si chieda del momento del calcio mondiale. Che domani punterà i riflettori sulla super sfida del Camp Nou tra Barcellona e Milan:

“Il Barcellona ha le qualità per rimontare, anche se si parte da un risultato, il 2-0 di San Siro, molto duro. Ma credo che ce la possa fare, da spagnolo lo spero: la remuntada è possibile, servono grande concentrazione e magari un gol nei primi minuti”.

Di fronte alla terribile banda catalana, un Milan per niente disposto a cedere metri ai funambolici avversari; i rossoneri hanno guadagnato molta credibilità dopo l’andata e gli ultimi mesi in generale, tutto il calcio italiano è in crescita come spiega lo stesso Del Bosque:

“La Juve è tra le squadre già qualificate e fin qui è stata tra le migliori, ma anche il Milan ha ottimi giocatori come El Shaarawy, l’ennesima dimostrazione di una scuola, la vostra, capace sempre di rinnovarsi restando una potenza del calcio mondiale. Sono curioso di vedere cosa saprà fare al Camp Nou, ma il rossonero non è l’unico giovane interessante della nuova generazione”.

Gli anni ’90 sono lontani, e probabilmente anche i primi 2000: di fatto però qualcosa si sta muovendo rispetto all’ultimo lustro (Inter del triplete a parte). Non ci vorrà molto affinché il nostro calcio ricominci a far davvero paura, chissà forse già da questa stagione. Domani il Milan potrà già dimostrare tanto.

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