È il giorno di Monza–Juve. La squadra di Massimiliano Allegri apre il turno di campionato sul campo dei brianzoli con l’obiettivo di tornare momentaneamente in vetta alla classifica di Serie A in attesa del big match Napoli-Inter. I bianconeri cercano il primo successo contro la squadra di Palladino dopo le due sconfitte della passata stagione, arrivate sia all’U-Power che all’Allianz Stadium. Un match ricco anche di incroci, di calciomercato e non solo. Palladino, ad esempio, è un ex e la scorsa estate è stato accostato alla panchina bianconera. Un altro osservato speciale sarà Colpani, nuovo gioiello ormai finito nel mirino di tutte le big. Monza-Juventus, però, sarà anche la partita di Allegri e Galliani.
«Pensiamo al Monza, del mio amico Adriano Galliani col quale ora ci diamo del tu e dopo esserci dati del lei per tanti anni. Si conferma un dirigente di altissimo valore, sono fortunato ad aver lavorato con lui e a continuare ad avere un rapporto con lui. Sono ancora molto legato». Ieri, nella conferenza stampa della vigilia, Allegri è tornato a parlare così del suo ex dirigente. Anche Galliani nelle ultime ore ha riservato parole al miele nei confronti del tecnico toscano: «Io l’ho sempre sentito amico e credo che lui pensi lo stesso di me. Ci vogliamo bene, ci sentiamo spesso e ci vediamo a cena. Dopo lo scudetto col Milan, Max ha vinto cinque campionati di fila con la Juve, quattro Coppe Italia, due supercoppe italiane e disputato due finali di Champions perse con club del tutto sconosciuti, il Real di Ronaldo e il Barcellona di Messi. Ma di cosa ca…o vogliamo parlare!».
Come ammesso dallo stesso Galliani, il rapporto con Allegri va ben oltre il calcio ed è un legame di grande amicizia, ormai ventennale. I retroscena li ha raccontati l’ex dirigente del Milan in persona: «Allegri aveva tutte le caratteristiche tecniche e di personalità per diventare l’allenatore del Milan. Lo incontrai quando andammo a giocare a Cagliari e glielo dissi. Ma era sotto contratto con Cellino: se non fossi stato un amico, Massimo non lo avrebbe mai liberato a costo zero. Si comportò da signore». Il legame fra i due nasce dai tempi del Milan di Berlusconi: «Era il maggio 2010. Di solito questi incontri ad Arcore erano programmati a cena, ma la sera c’era Bayern Monaco-Inter e Max voleva tornare a Livorno e vedersela in TV. Così pranzammo. Parlarono sempre lui e il presidente, d’altra parte io non avevo molto da dire, ero già convinto della scelta. Si convinse in fretta anche Berlusconi: Allegri vinse lo scudetto, poi un secondo e un terzo posto prima dell’esonero. E ricordo che con noi ha sempre passato la fase a gironi della Champions». Questa sera i due si ritroveranno da avversari, sempre nel segno della grande amicizia che li lega.
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