Arrigo Sacchi ha commesso un’imperdonabile gaffe a Montecatini Terme (Pistoia), durante la cerimonia del Premio Maestrelli. La questione è sempre la stessa e riguarda l’argomento su cui è scivolato anche Carlo Tavecchio, con la frase che illustrava goffamente di un fantomatico Opti Pobà ex mangiatore di banane inseritosi nel calcio italiano. “L’Italia è ormai senza dignità né orgoglio perché fa giocare troppi stranieri anche nelle Primavere: nei nostri settori giovanili ci sono troppi giocatori di colore“, ha affermato Arrigo Sacchi davanti ai giornalisti presenti. A livello di pregiudizio etnico e razziale non siamo ai livelli di Tavecchio (ma poco ci manca), perché da un punto di vista linguistico Sacchi si salva… in calcio d’angolo.
L’ex commissario tecnico della Nazionale Italiana ha provato a spiegare il senso delle sue parole, che però continuano a non convincerci del tutto:
“Non sono certo razzista e la mia storia di allenatore lo dimostra, a partire da Rijkaard, ma a guardare il torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera. Il business ormai ha la meglio su tutto. L’Italia non ha dignità, non ha orgoglio: non è possibile vedere squadre con 15 stranieri”.
Sacchi è stato raggiunto nella tarda serata dai giornalisti della Gazzetta e ha ulteriormente precisato il senso del suo intervento, ma senza rinnegare la frase sui giocatori di colore (se si trattava di una critica volta a sensibilizzare una maggiore italianizzazione dei vivai, perché parlare solo di giocatori di colore e non di stranieri in generale?):
“Sono stato travisato, figuratevi se io sono razzista. Ho solo detto che ho visto una partita con una squadra che schierava 4 ragazzi di colore. La mia storia parla chiaro, ho sempre allenato squadre con diversi campioni di colore e ne ho fatti acquistare molti, sia a Milano che a Madrid. Volevo solo sottolineare che stiamo perdendo l’orgoglio e l’identità nazionale”.
Sacchi è stato interpellato anche sulle recenti dichiarazioni di Claudio Lotito, registrate subdolamente al telefono da Pino Iodice (direttore sportivo dell’Ischia), ma l’ex tecnico di Milan e Parma ha preferito glissare sull’argomento: “Un bel tacer non fu mai scritto”.
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