Imbarazzo Italia: l’Uefa apre un’inchiesta sulle frasi razziste di Tavecchio

Il nuovo presidente della Federcalcio non pare affatto preoccupato: “Atto dovuto, sono sereno e chiarirò tutto”

Opti Pobà il mangia-banane porta il neo presidente della Figc, Carlo Tavecchio, davanti al giudice dell’Uefa. All’indomani della presentazione in pompa magna del nuovo tecnico della nazionale italiana, Antonio Conte, il numero uno di via Allegri è chiamato a rispondere all’Uefa delle frasi pronunciate qualche settimane fa, quando annunciò la sua candidatura alla presidenze federale. “Opti Poibà è venuto qua, che prima mangiava le banane e ora gioca titolare nella Lazio. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree”, ebbe a dire l’allora numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, mentre si proponeva ocme successore di giancarlo Abete.

Una frase infelice seguita dalle scuse accompagnate da esempi che hanno fatto pensare alla classica toppa peggiore del buco. “Ricevo tantissime lettere dalle persone africane che ho aiutato”, e ancora “Ho tre figli in adozione, ho fatto una cooperativa per il pomodoro e due ospedali in Africa”, a voler sottolineare il proprio impegno a favore di una cultura e un popolo da certi punti di vista “inferiore”. Poi l’elezione e i primi provvedimenti, tra cui la nomina di Antonio Conte Ct e l’abolizione della discriminazione territoriale, avevano fatto dimenticare ai più quanto accaduto prima.

L’Uefa di Michel Platini, però, non si è distratta, e pur non mettendo bocca sulle condanne penali (cinque) di cui è infarcito il curriculum del Tavecchio ex politico della Democrazia Cristiana, ha aperto un’inchiesta sulla sua frase su Optì Pobà. Nella giornata di oggi, l’organismo presieduto da Michel Platini, ha annunciato tramite una nota ufficiale di aver “personalmente informato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, della decisione di aprire un’inchiesta disciplinare sui presunti commenti razzisti fatti durante la sua campagna elettorale per la presidenza della Federcalcio”. Tavecchio, dovrà ora presentarsi davanti al comitato etico e disciplinare dell’Uefa, cui dovrà delle spiegazioni. Sono in molti a sostenere già che si concluderà tutto con un nulla di fatto, ma rimane comunque una pessima figura per il calcio italiano e per la sua classe dirigenziale.

Tavecchio, dal canto proprio, si dice sereno e convinto che riuscirà a fornire argomentazioni valide per essere totalmente scagionato dalle accuse:

“Sono sereno e rispettoso della decisione della UEFA. Del resto si tratta di un atto dovuto – dice il presidente federale – , quindi da noi stessi previsto e sono certo che potrò spiegare anche in sede UEFA sia il mio errore che le mie vere intenzioni”.