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Bonucci: “La Juventus è la mia vita”. Poi critica Thiago Motta per un motivo preciso

Leonardo Bonucci si racconta a La Stampa: il legame con la Juventus, il futuro con Thiago Motta e il dibattito sulla fascia da capitano.

Leonardo Bonucci ha sempre avuto un legame speciale con la Juventus. Lo ha dimostrato in campo per anni e lo ha ribadito ancora una volta nell’intervista rilasciata a La Stampa, in cui ha raccontato emozioni, ricordi e opinioni sul presente e futuro del club bianconero.

Bonucci e la Juventus: un amore senza fine

Il difensore ha parlato con il cuore in mano del suo attaccamento alla maglia: “La Juve è la mia vita. Lo è fin dal primo tocco a un pallone da bambino e lo è anche ora che ho smesso di giocare… Rappresenti milioni di tifosi, non puoi sottrarti alle tue responsabilità partita dopo partita. Io ho messo la Juve anche davanti alla mia famiglia”. Un’affermazione forte, che sottolinea quanto il club abbia segnato la sua esistenza.

Non è mancato un ricordo della celebre BBC – il trio difensivo composto da Bonucci, Barzagli e Chiellini, con Buffon alle spalle – che ha reso grande la Juventus: “Io, Chiello e Barza, lasciando un attimo in pace Gigi, giocavamo per esaltare le qualità dell’altro: la complementarità nasce così e, così, i difetti sparivano e venivano a galla i pregi. E poi… Antonio (Conte, ndr): il merito è in gran parte suo e delle sue idee, oggi, rinnovate, ma pur sempre valide. Il primo a fare qualcosa di diverso è stato lui”.

Il futuro con Thiago Motta e il nodo della fascia da capitano

Bonucci ha poi parlato del nuovo corso della Juventus sotto la guida di Thiago Motta, un tecnico che, secondo lui, ha tutte le carte in regola per riportare il club ai vertici. “Sì, ci vedo dentro un bel futuro: Thiago conosce il calcio come pochi, sa dove vuole arrivare. Le difficoltà fanno parte del momento, fidatevi di lui. I giocatori lo seguono perché hanno capito che la strada è quella giusta dopo stagioni in cui, più o meno, si faceva lo stesso tipo di calcio”.

Nonostante il cambiamento, Bonucci assicura che l’ambiente è unito e crede nel progetto: “Con i ragazzi ci parlo, con quelli che ho conosciuto bene: non trovo una voce che non sia di sostegno al lavoro del tecnico. Era già un allenatore in campo, ragionava come ragiona chi va in panchina: il suo standing era unico, la sua classe anche. Lo metterei con Buffon o Pirlo per farvi capire il suo livello”.

Uno dei punti più delicati dell’intervista riguarda però la gestione della fascia da capitano. Bonucci ha espresso un’opinione chiara: “Questa gestione, se devo essere sincero, è l’unico aspetto che non mi piace: la tradizione conta come le gare disputate o la conoscenza dell’ambiente. Io resto dell’idea che il capitano debba essere quello più ‘anziano’, ma Locatelli è uno che può farlo”.

L’ex difensore ha anche parlato della lotta scudetto e del cammino della Juventus in campionato: “C’è un’Inter forse meno corazzata e che concede di più rispetto agli ultimi due anni. Bisogna sfruttare questo. Mi aspetto una sfida molto intensa, ricca di capovolgimenti di fronte. Scudetto? Vedo il Napoli favorito, Conte in queste condizioni non sbaglia mai”.

Conclude l’ex difensore bianconero Bonucci

Infine, un ultimo pensiero su un addio che avrebbe voluto vivere diversamente: “Mi manca soprattutto quella con la Juve, pensavo di essermela meritata, ma non è stato così, sappiamo i motivi. In Nazionale alla fine penso che se fosse stato allenatore ancora Mancini una passerella d’onore me l’avrebbero concessa, anche se con Spalletti ho un grande rapporto. Si vede che doveva andare così”.

Un’intervista intensa, che conferma quanto Bonucci sia ancora profondamente legato alla Juventus, pur non nascondendo alcune perplessità sulla gestione attuale del club.

Redazione F

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