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Condò lancia l’allarme: «Per l’Europeo serve l’aiuto anche dei club»

Le parole di Paolo Condò, giornalista di Sky Sport, sulla qualificazione ai prossimi Europei dell’Italia. I dettagli

Paolo Condò ha analizzato su La Repubblica la situazione dell’Italia per la qualificazione ai prossimi Europei.

LE PAROLE- «La classe indescrivibile di Bellingham e il sontuoso mestiere di Kane, che personifica il detto sugli errori che a questi livelli ti vengono fatti pagare sempre, segnano una distanza fra Inghilterra e Italia che è il punto di partenza del lavoro che aspetta Luciano Spalletti. Il valore degli avversari è da primi quattro al mondo: parliamo di un concentrato di Premier League guidato dai succitati leader del Real Madrid e del Bayern Monaco. Troppo, e non solo per noi. Premesso questo, le illusioni accese da un buon primo tempo si sono spente molto in fretta nella ripresa, quando in campo aperto la mediocre serata dei difensori centrali non è stata più nascosta dallo sforzo collettivo, ed è stata notte fonda. È il momento di ricordare che la missione di quest’autunno emergenziale — il cambio di ct obbligato si assorbe in mesi, non in settimane — resta la qualificazione diretta all’Europeo, e dunque pensiamo a battere una buona volta la Macedonia del Nord e a non perdere in campo neutro con l’Ucraina. L’Inghilterra per il momento è fuori portata, ed è inutile amareggiarsi per la quantità di nazionali che via via staccano il biglietto per la Germania, e alle quali non vediamo l’ora di unirci. Questa era la serata per giudicare Scamacca, che al di là del gol non si è fatto pregare per concludere, e per un centravanti è fondamentale. Per capire il grado di leadership di Berardi, e qui siamo rimasti a metà del guado perché l’ala del Sassuolo lavora bene il pallone ma lo reclama troppo poco per la qualità che è in grado di esprimere. Per leggere i prossimi mesi (mesi?) senza Tonali, la cui assenza è grave perché sottrae tecnica in fase di ripartenza, e la partita è andata quando sono aumentati gli errori in quella fase. Occorre insistere sui giovani che hanno pagato caro Wembley (Scalvini) e su quelli che hanno passato la prova (Udogie). Occorre che gli allenatori di club sostengano il lavoro di Spalletti più di qualsiasi altra volta, perché il tempo stringe e l’Italia va ancora messa in sicurezza».

Redazione F

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