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Consiglio Figc: si gioca in Serie A, B e C, stop da Serie D in giù

In attesa delle decisioni definitive del governo, attese per il 28 maggio, il Consiglio della Figc ha deliberato oggi la volontà di portare a termine i campionati di Serie A, B e C, mentre ha decretato lo stop definitivo di tutti i campionati dalla Serie D in giù (per promozioni e retrocessioni si deciderà nella prossima riunione). Durante il consiglio federale, il presidente Gabriele Gravina ha ribadito la volontà di concludere sul campo i campionati professionistici. Per la Serie A si farà di tutto per evitare i playoff, che rimangono però una soluzione d’urgenza nel caso in cui dovessero mancare i tempi tecnici per giocare tutte le giornate.

Inoltre, è stato prolungato il termine ultimo per il completamento dei campionati, che non sarà più il 2 agosto, bensì il 31 dello stesso mese. A questo punto, si attendono comunicazioni dall’Uefa, la cui ultima posizione ufficiale parlava di consegna dei nomi delle squadre qualificate alle prossime coppe europee entro il 3 agosto. Il consiglio federale ha contestualmente ribadito l’adeguamento alla sospensione delle manifestazioni sportive fino al 14 giugno stabilita dal governo. I campionati, dunque, dovrebbero tornare in campo a partire dal weekend del 20-21 giugno, a meno che non ci sia una deroga per iniziare una settimana prima.

Castellacci: “Sulla responsabilità dei medici non è cambiato nulla”

Dopo il protocollo per la ripresa degli allenamenti, si lavora ora a quello per le partite, ma oggi il professor Enrico Castellacci, presidente della LAMICA (la Libera Associazione Medici Italiani Calcio), ha parlato del nuovo protocollo ai microfoni di Radio Punto Nuovo, spegnendo i facili entusiasmi: “L’unico passo avanti vero – ha evidenziato – è quello del CTS governativo che ha accettato che i giocatori potessero tornare a casa dopo l’allenamento. Un altro passo importante è, nel caso di un positivo al Covid-19, metterli in ritiro fiduciario cercando di capire se c’è negativizzazione con i controlli. Sulla responsabilità dei medici, nulla è cambiato. Abbiamo mandato una lettera per chiedere perché prendono decisioni senza consultare gli esperti. I giocatori torneranno a casa, dovranno firmare per assumersi le proprie responsabilità. I tamponi sono un’altra questione: ce ne vogliono tanti per Serie A, Serie B e Serie C. Non è così facile trovarli, neppure a pagamento”.

Mirko Nicolino

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