Nel giorno in cui i tifosi della Lazio rinviano, causa maltempo, il “Funerale alla Roma”, i dirimpettai hanno cantato cori di protesta e mostrato striscioni eloquenti. “26-05-2013: sfregiati 86 anni di storia” è una delle frasi impresse su uno striscione esposto nonostante la pioggia battente. “Via i laziali da Trigoria”, un’altra frase gettonata, poi insulti per il presidente Pallotta, per il ds Sabatini, mentre Baldini viene accostato ad un prete senza verve: “Franco la messa è finita“.
Cori anche contro l’avvocato Baldissoni, consigliere dell’As Roma e artefice dell’arrivo della cordata americana, per Catia Augelli, capo ufficio stampa della società giallorossa e per l’ad Claudio Fenucci, anch’egli bersagliato perché di fede laziale. L’atmosfera si è fatta più pesante quando Paolo Calabresi, attore di provata fede romanista, ha provato a transitare per il Piazzale Dino Viola. L’auto della “Iena”, finito nel mirino di alcuni tifosi per aver denunciato il falso dossier su presunte partecipazioni massoniche all’interno della Roma, diffuso da alcuni esponenti dell’etere romano, viene fatta oggetto di spintoni e calci. Calabresi è costretto alla ritirata, poco dopo i contestatori iniziano ad inneggiare a Bruno Conti, Totti, Aldair e ai presidenti Viola e Sensi, prima di salutare l’attuale dirigenza (e la contestazione) con un “se salutamo adesso e nun se ve vedemo più“.
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