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Dalla terza divisione all’Europa League: la favola del Pasching, vincitore della Coppa d’Austria

Il Pasching è una squadra austriaca di terza divisione (Regionalliga Mitte) con sede nell’omonimo centro, un paesino di scarse 7000 anime nel nord dell’Austria. Nonostante le dimensioni ridotte da queste parti il calcio è sempre stato preso molto sul serio, nei primi anni del decennio scorso la squadra locale è arrivata addirittura a giocare nella Bundesliga austriaca, centrando la qualificazione in Europa in un’occasione, poi però è arrivato il fallimento e nel 2007 è stata fondata una nuova squadra. Le ambizioni della nuova società non potevano essere all’altezza degli anni passati, il recente tracollo finanziario aveva insegnato qualcosa, e così ci si è accontentati di una realtà sicuramente più commisurata alla possibilità della città. Tutto questo fino ad oggi, il Pasching infatti ha vinto la Coppa nazionale, battendo sul sul campo, il celebre Prater, l’Austria Vienna.

Non era mai successo nella lunga storia della competizione che una squadra di terza divisione arrivasse fino al gradino più alto del podio, negli anni passati al massimo avevano centrato lo storico obbiettivo alcune squadre di seconda divisione, l’ultima in ordine di tempo il Karnten di Klagenfurt nel 2001, la stessa squadra che qualche anno dopo, ironia della sorte, avrebbe comprato la licenza del fallito Pasching assumendo il nome di Austria Karnten. Coincidenze, il calcio ne è zeppo, quello che invece è successo oggi a Vienna non ha nessun precedente, non solo: la Cenerentola di terza divisione grazie a questo inaspettato trionfo fra non molto parteciperà alla prossima Europa League, partendo dal secondo turno eliminatorio e potrebbe ritrovarsi di fronte una big del calcio europeo.

La vittoria di oggi è però solo l’ultimo tassello di un percorso che ha dell’incredibile, i ragazzi di Gerald Baumgartner per arrivare alla finalissima hanno infatti sfidare e battere il gotha del calcio austriaco. Ai quarti di finale è stato fatto fuori il Rapid Vienna (ancora prima era toccato allo Sturm Graz), in semifinale il Austria Salisburgo, la squadra Red Bull, guarda caso lo stesso sponsor del Pasching ed proprio grazie al colosso della bevanda energetica che Baumgartner è approdato nel club del nord dell’Austria, dopo molti anni spesi sul libro paga del gigante di Salisburgo. Si arriva così a oggi, nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria dell’outsider. L’Austria Vienna era reduce dalle celebrazioni per la vittoria in campionato, voleva fortemente questa coppa, loro che hanno il record di successi, ben 27, e che inseguivano l’undicesimo double della loro storia.

Fin dai primi minuti si è capito però che il Pasching non era per nulla disposto a recitare il ruolo della vittima sacrificale, dopo aver subito nelle fasi iniziali del match i verdi sono anche riusciti a farsi pericolosi in paio di occasioni. Si è arrivati così all’intervallo e quelli dell’Austria Vienna, fiaccati dalle tante feste (“Non siamo il tipo di squadra che sa vincere le partite con le scarpe da ballerina”, avrebbe commentato a fine partita l’allenatore dei viola Peter Stöger) e dal clima per nulla primaverile, hanno capito che non sarebbe stata una passeggiata. L’intuizione è diventata una certezza dopo appena due minuti dall’inizio della ripresa: Kovacec riesce a crossare dalla destra, Daniel Sobkova anticipa tutti di testa e mette dentro la palla dell’1-0, proprio lui che è cresciuto nelle giovanili dell’Austria Vienna, un’altra coincidenza di questa incredibile partita.

Il gol dovrebbe scuotere i campioni d’Austria che in effetti provano ad abbozzare una reazione, anche perché davanti c’è tutto un tempo. Ma più le lancette dell’orologio compiono i loro giri più inizia a essere chiaro che qualcosa di eccezionale sta per succedere. Il finale è un assedio, ma la pressione della squadra di Stöger è sterile e non produce veri pericoli per il Pasching che dopo quattro minuti di recupero può levare il suo urlo al cielo. I giocatori in campo si abbracciano increduli, Sobkova non ha dubbi: “È il giorno più importante della mia carriera”, come dargli torto. C’è da dire che però il Pasching, quando mancano un paio di giornate alla fine del campionato, è ancora in corsa per la promozione quindi non è detto che le gioie siano finite per questa stagione. Di sicuro l’emozione provata oggi sarà difficile da dimenticare, anche quando magari questi semiprofessionisti austriaci si troveranno di fronte ad uno squadrone europeo, la consapevolezza di aver fatto qualcosa di irripetibile sarà allora lo sprono per provare a compiere un’altra impresa.

Austria Vienna – Pasching 0-1 | Finale Coppa d’Austria

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cesare10

Ingegnere poco più che trentenne, vive in una città con l'anacronistica (cit.) passione per i cavalli. In attesa di guadagnare con i numeri si diverte con le parole. Imbratta il web da tanto tempo. Una volta aveva anche un blog di dubbio successo, ma lo ha chiuso per aprirne uno del quale non ha mai rivelato l'indirizzo, regola che non sfugge a questa biografia: forse anche per questo, ma non solo, non ha lettori. Scrive di calcio per poter comprare il pane. Nel tempo libero scatta fotografie, partecipa a cortometraggi di aspiranti registi slavi e apre tumblr collaborativi con pretese virali. Gli piace guardare le facce delle bariste ogni volta che ordina bitter con gin.

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