Manchester United's Portuguese midfielder Cristiano Ronaldo (R) poses with his FIFA world player of the year trophy with Manager Alex Ferguson before the English Premiership football match against Wigan at Old Trafford, Manchester, north-west England, on January 14, 2009. AFP PHOTO/ ANDREW YATES FOR EDITORIAL USE ONLY Additional licence required for any commercial/promotional use or use on TV or internet (except identical online version of newspaper) of Premier League/Football League photos. Tel DataCo +44 207 2981656. Do not alter/modify photo. (Photo credit should read ANDREW YATES/AFP/Getty Images)
Sir Alex Ferguson racconta Cristiano Ronaldo. L’ex manager del Manchester United, ha parlato a margine di un convegno alla Stanford Business School, ricordando i tempi in cui il campione portoghese, ora al Real Madrid, vestiva la maglia dei ‘Red Devils’. L’allenatore più longevo sulla panchina del Manchester United, ha tessuto ovviamente le lodi di Cristiano Ronaldo, considerato indubbiamente uno dei più forti calciatori della storia del calcio, ma ad inizio carriera, anche lui aveva qualche difetto.
Quando il Manchester United lo portò all’Old Trafford prelevandolo nell’estate del 2003 dallo Sporting Lisbona, Ferguson ebbe un gran da fare:
“È il miglior professionista che io abbia mai allenato, ma all’inizio aveva dei difetti – racconta – Era un calciatore che simulava, ma sapevo che potevo correggerlo e in un anno e mezzo è cambiato, ha imparato la disciplina e ha smesso di tuffarsi anche se la stampa continuava ad attaccarlo”.
Poi nell’estate del 2009 il trasferimento al Real: per nessuna ragione al mondo Ferguson lo avrebbe fatto andare via, ma dopo averci parlato di persona, non poté fare altro che prendere atto della sua decisione di lasciare l’Inghilterra. I ‘galacticos’ lo volevano, lui voleva fortemente vestire quella maglia, trattenerlo fu impossibile.
“Volai in Portogallo per parlare con lui – continua Ferguson – perché disse che non sarebbe tornato in Inghilterra. Voleva solamente il Real Madrid, era il sogno della sua vita. Mi ha confessato che vuole andare in pensione a 35 anni ma io gli ho detto che lui può giocare fino a 40 anni. Giggs si ritirò a 41…”.
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