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Francia – Honduras: Benzema segna grazie alla goal-line technology

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Evento storico in Francia – Honduras, seconda partita del girone E dei Mondiali di Brasile 2014. E’ appena iniziato il secondo tempo. I transalpini conducono 1-0 grazie al rigore di Benzema. In pieno controllo della partita gli uomini di Deschamps raddoppiano grazie a un’autorete del portiere Valladares propiziata dallo stesso attaccante del Real Madrid. Bella l’azione del secondo gol francese con Benzema che colpisce al volo un cross dalla sinistra, la palla batte sul palo, tocca il portiere che con uno scatto felino la ricaccia dopo che la stessa ha attraversato la linea.

In diretta non sembrava gol. L’arbitro brasiliano Ricci è irremovibile e convalida nonostante le proteste honduregne. I dubbi spariscono poco dopo. E’ gol e la conferma arriva grazie alla goal line technology, una sorta di guardalinee elettronico introdotto dalla Fifa al Mondiale per evitare i contestati episodi dei gol fantasma come accaduto quattro anni fa in Germania – Inghilterra 4-1 con i britannici che ancora recriminano per il possibile 2-2 di Lampard non concesso nonostante la palla fosse abbondantemente entrata alle spalle di Neuer dopo aver colpito la traversa. Di fatto, il 2-0 francese è il primo gol tecnologico della storia del calcio.

La goal technology è una sofisticata infrastruttura informatica realizzata dall’azienda tedesca Fraunhofer. Si basa sulle immagine catturate da 28 telecamere posizionate sul campo e sulla copertura della stadio. Le immagini (circa 500 al secondo) sono rielaborate tramite un software che restituisce il percorso esatto compiuto dal pallone in tempo reale. All’interno di ogni stadio che ospita le partite dei Mondiali è stata allestita una sala operativa che controlla il corretto funzionamento della Goal Line. Nel caso in cui la sfera oltrepassi la linea, dalla control room parte un segnale che l’arbitro e il quarto uomo ricevono sul proprio orologio abilitato alla tecnologia.

Finalmente. Era ora. Viva la tecnologia applicata al calcio. Ci voleva così tanto tempo per smuoversi caro Blatter…

alessandrobianchi

Classe 1983, scrivere di sport è sempre stato il mio sogno. Ho iniziato anni fa dai campi di calcio di periferia e ora mi ritrovo in una grande realtà editoriale. Amo il tennis, il calcio e gli sport americani. Credo di essere anche uno dei pochi appassionati italiani di cricket. Federeriano convinto, perfezionista all'inverosimile e polemico all'occorrenza.

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