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Goal Line Technology in Italia: pagano società e sponsor

Carlo Tavecchio, presidente della Figc, prosegue spedito sulla via dell’introduzione della Goal Line Technology in Serie A. Come previsto, il consiglio federale di mercoledì pomeriggio ha confermato la volontà di introdurre in Serie A, a partire dal prossimo anno, la tecnologia per risolvere l’annosa questione dei gol fantasma. Una novità alla quale l’Aia, l’associazione degli arbitri, si è già espressa negativamente per bocca del presidente Marcello Nicchi. L’assunto è che ci sono già gli arbitri di porta, grazie ai quali il numero di gol fantasma si sarebbe ridotto.

Il progetto di Tavecchio, però, non mira a sopprimere gli assistenti d’area, ma a fornire un ulteriore supporto, in questo caso tecnologico, al direttore di gara. La Goal Line Technology è stata già introdotta con successo in Premier League ed è costata circa 300 mila euro ad impianto. Considerando che gli stadi inglesi sono di un altro pianeta rispetto a quelli nostrani, i costi in Italia dovrebbero ulteriormente lievitare e con i tagli imposti alla Figc dal Coni, le risorse necessarie dovranno essere reperite obbligatoriamente dalle casse delle società. Lo ribadisce lo stesso presidente federale Tavecchio:

“Noi in questo momento abbiamo adottato una procedura per mettere in atto la goal line technology – dichiara il numero uno della Figc – e nel corso dell’esercizio che terminerà al 30 giugno decideremo se mantenerli o meno, compatibilmente con le risorse economiche. Di fronte a una scelta che prevede perdite per la federazione non abbiamo nessun problema a decidere conseguentemente. E’ stata prevista una consistente decurtazione che ci ha messo in seria difficoltà, con un passivo di circa 10 milioni ampiamente coperto dalle nostre risorse interne. Nel budget abbiamo programmato una riduzione dell’8% della spesa arbitrale, pari a circa 4 milioni di euro, bisognerà rimanere nei limiti che abbiamo fissato”.

Il tavolo di lavoro della Figc, diretto dal dg Michele Uva, dovrà poi sottoporre alle rispettive assemblee delle leghe l’introduzione della Goal Line Technology, tenendo conto anche della spesa che le squadre dovranno sostenere. Non è da escludere, pare se ne sia già parlato, che si possa reperire i fondi necessari a coprire le spese per ciascuno stadio, associando alla nuova tecnologia uno sponsor.

“Spetterà alle leghe decidere nelle rispettive assemblee se applicare la goal line o meno e da quando – sottolinea Uva – , non è una questione che compete alla federazione”. Tecnologia sì insomma, ma a costo zero per la FIGC.

Al contempo, la Figc dichiara guerra alle società i cui tesserati si renderanno protagonisti di violenza nei confronti degli arbitri: le nuove pene vanno dalle 8 giornate ai 4 mesi di squalifica per i calciatori o l’allenatore; 4 mesi di inibizione minimo per i dirigenti.

Mirko Nicolino

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