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Ibrahimovic in gara per il Pallone d’oro, Raiola: “Se non lo vince significa che premio è corrotto”

L’uomo della settimana europea non può che essere lui. Zlatan Ibrahimovic ha trascinato il Paris Saint Germain mercoledì sera nella trasferta contro l’Anderlecht siglando 4 gol nello 0-5 complessivo (completato da Edinson Cavani). Un fatto importante per lo svedese, al suo primo poker in Champions, che lo rilancia in ottica Pallone d’oro.
In Francia infatti è partita una vera e propria campagna mediatica per sostenere l’attaccante del Psg nella rincorsa al prestigioso riconoscimento, che l’anno scorso è andato a Lionel Messi per la quarta volta consecutiva. A farne le spese è Ribery, il rappresentante di bandiera che pure sta impressionando con prestazioni di altissimo livello.

Alla sacrosanta obiezione ‘ma Ibra quanto ha vinto lo scorso anno?‘ l’Equipe ha già fornito la risposta, ricordando che nel 1977 (Simonsen), ’78 (Keegan), e ’95 (Weah) ad aggiudicarsi il trofeo furono giocatori che non avevano praticamente vinto nulla nel corso della stagione precedente. Un po’ come Ibra, che la scorsa stagione si è dovuto accontentare solo dello scudetto e del titolo di capocannoniere in Ligue 1.

Intanto, che arrivi o meno il Pallone d’oro, lo svedese si gode l’ingaggio da nababbo, che negli ultimi mesi è aumentato di altri 4 milioni di euro fino al 2016. Secondo i calcoli fatti da Le Parisien, Ibra a fine stagione potrebbe arrivare a guadagnare il doppio del compagno di reparto Cavani, pur raggiungendo gli stessi obiettivi. Infatti, Ibrahimovic, che oggi guadagnerebbe 16,2 milioni lordi l’anno, potrebbe incassare anche vari bonus legati al numero di gol realizzati: se Ibra totalizza la migliore somma tra gol e assist, incasserà a fine stagione 1,5 milioni di euro in più. A questa cifra sarebbe da sommare quella dei normali premi collettivi, in caso di vittorie in Francia o in Europa.

Gran parte di merito è di Mino Raiola, il suo procuratore, che con il suo consueto stile a proposito di Pallone d’oro parlando con L’Equipe ha sentenziato:

Se Zlatan non dovesse vincere il premio, si rafforzerebbe l’immagine di un riconoscimento politico e corrotto.

Massimo Galanto

Classe 1988, pugliese di nascita, è giornalista pubblicista dal 2010. Scopre il mondo dei blog per caso, dopo esperienze legate ai giornali di ‘carta’. Laureato prima all'Università degli Studi di Bari e poi a La Sapienza di Roma, vive nella Capitale. Ma in questo momento potrebbe essere ovunque.

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