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Juve Bologna: le tre cose che non hai notato

Juve Bologna: le tre cose che non hai notato del match dell’Allianz Stadium. Gli episodi curiosi sfuggiti all’attenzione dei più

(inviato all’Allianz Stadium) Juve Bologna: le tre cose che non hai notato.

1. Sotto lo sguardo della dirigenza

Prima cartolina dall’Allianz Stadium anche per la nuova coppia dirigenziale formata da Cristiano Giuntoli e Giovanni Manna. E non hanno voluto lasciare nulla al caso. A bordocampo, sotto la copiosa pioggia che si è abbattuta su Torino, i due hanno osservato attentamente il riscaldamento dei giocatori, scrutando passo passo ogni gesto, movimento, segnale. Perché la costruzione di una squadra vincente passa anche e soprattutto dai piccoli dettagli.

2. La nuova vita di Dusan Vlahovic

La sfortunata stagione, quella scorsa, causa pubalgia sembra essere un lontano ricordo per Vlahovic. Il gol in tournée al Real Madrid è stato il primo segnale di una rinascita (anche a spazzare via il mercato dopo le tante voci di scambio con Lukaku): poi c’è stata la conferma ad Udine e infine la rete del pareggio col Bologna. Rabbiosa, decisa. Dusan si è caricato sulle spalle la Juventus in un momento delicato: dallo Stadium si aveva la sensazione che solamente da una sua giocata poteva nascere qualcosa. Prima ci è andato vicino con il momentaneo pari in girata (annullato poi dal VAR per fuorigioco attivo di Rabiot), poi di testa ha sigillato l’1-1. Ma è nel post-partita che DV9 ha mostrato i segni del leader.

Squadra sotto la curva, qualche fischio, mugugno dei tifosi: poco soddisfatti dal risultato. Vlahovic ha incitato il popolo bianconero a continuare a supportare la squadra: ‘Dai dai, è lunga’. Un gesto per far capire quanto i calciatori abbiano bisogno della vicinanza del tifo per inseguire gli obiettivi di questa stagione.

3. Perdite di tempo? Non per Yildiz

Massimiliano Allegri ha dato ancora una volta fiducia a Kenan Yildiz. Questa volta con un plus, perché il classe 2005 è stato scelto in un momento delicato del match, con la Juventus in forcing per vincere la partita. E l’ex Bayern Monaco è sembrato cogliere il segnale dell’allenatore (forse un po’ troppo).

Yildiz non ha tollerato alcune perdite di tempo di troppo, andando a spingere un giocatore avversario nel tentativo di recuperare il pallone e accelerare la ripresa del gioco. Risultato? Primo cartellino giallo in Serie A.

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Redazione F

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