Dusan Vlahovic è sempre stato sinonimo di goal, grinta e leadership offensiva. Eppure, nel match Brugge-Juventus, i numeri raccontano una storia diversa. In appena 14 minuti giocati, l’attaccante serbo ha toccato il pallone 6 volte, con ben 4 palle perse. A questi dati si aggiunge uno zero preoccupante nei tiri in porta e nei tentativi offensivi.
Un episodio emblematico è stato un passaggio sbagliato da Vlahovic appena entrato, che ha innescato un pericoloso contropiede per il Brugge. Questo tipo di errori solleva dubbi sulla sua forma fisica e mentale, ma soprattutto sulla gestione tattica dell’allenatore Thiago Motta, che ha deciso di impiegare il serbo solo nel finale di partita.
La scelta di utilizzare Vlahovic in maniera così ridotta sta facendo discutere tifosi e addetti ai lavori. Da quando è rientrato da un infortunio, il centravanti non è riuscito a ritrovare il ritmo. Motta ha ribadito in conferenza stampa che le sue decisioni sono puramente tecniche, ma questa strategia sembra penalizzare un giocatore con potenziale da leader.
Nei pochi minuti concessi contro il Milan e nella sfida di Champions, Vlahovic è apparso spaesato, quasi un comprimario in una squadra che fatica a trovare punti di riferimento offensivi. La Juventus senza il serbo ha guadagnato in fluidità, ma ha perso incisività, affidandosi a soluzioni estemporanee come le incursioni di Cambiaso o Mbangula.
Per Vlahovic, la vera sfida inizia ora. Recuperare la fiducia del tecnico e ritagliarsi uno spazio in una Juventus che sembra orientata verso un nuovo corso non sarà semplice. D’altra parte, anche per Thiago Motta il momento è cruciale: puntare su un attaccante del calibro di Vlahovic potrebbe fare la differenza in un campionato che richiede equilibrio tra innovazione e pragmatismo.
L’impressione generale è che il futuro di Dusan Vlahovic possa essere lontano da Torino. Un talento del suo calibro ha bisogno di un contesto che valorizzi le sue qualità, ma al momento il binomio con Motta sembra destinato a infrangersi.
Brugge-Juventus ha mostrato tutte le difficoltà di Vlahovic in un sistema che non sembra costruito per esaltarne le caratteristiche. La Juventus deve interrogarsi sul futuro del suo attaccante, mentre il serbo, intanto, cerca il modo di ritornare a essere il protagonista che tutti si aspettano.
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