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Juventus-Torino: conquistare la Mole e zittire Garcia

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La Roma se ne va in un locale a luci rosse dopo il pari di Mosca e il suo allenatore, Rudy Garcia, che fa? Parla degli aiutini alla Juventus. Da quelle parti non cambieranno mai. Possono arrivare dietro di 20 punti, ma continueranno a dire che i campioni d’Italia vincono grazie al Palazzo. Fortunatamente, Buffon e compagni ci hanno fatto il callo e oggi alle 18 penseranno solo al Torino.

Già, sotto la Mole si gioca per conquistarla. E ha ragione Allegri: in una partita simile, non conta se vinci da 15 anni o se sei lassù in classifica mentre i cugini sono indietro. Conta che si parte da 0-0 e che chi, all’apparenza, è sfavorito ci mette uno spirito da derby anche superiore per sovvertire il pronostico chiuso. Forse all’interno dello spogliatoio bianconero non hanno fatto particolarmente piacere le parole del presidente Andrea Agnelli, che ha stuzzicato Cairo e i granata con una battutina al veleno. A Vinovo preferivano non far imbestialire il Toro.

Anche perché, mai come quest’anno, da quelle parti ci sono ex pronti a dare battaglia. Guidati da Quagliarella, tenuto a riposo in Europa proprio in vista del gran galà dello Juventus Stadium. Insomma, come si può capire, le insidie sono tante. Ma è chiaro che la Juve è in un buon momento e pare più allegra con il nuovo modulo. E che tecnicamente ha giocatori in grado di risolvere il derby, ma anche fisicamente si difende bene.

La pressione c’è. Anche per la striscia di successi consecutivi in casa. Negli ultimi anni, la Signora l’ha gestita sempre splendidamente. Proprio nei derby, si è calata alla perfezione nel ruolo di ‘provinciale’, sorprendendo il Torino nel suo stesso campo. E approfittando delle motivazioni a mille di Claudio Marchisio, uomo della stracittadina fin dal Pulcini. E delle prodezze di Tevez, mai come prolifico come in questa stagione.

Si va dunque alla battaglia (calcistica) con le solite armi. Per tappare ancora una volta la bocca a chi non dirà mai che è inferiore, ma che giustificherà le scappatelle dei suoi ragazzi allungando gli occhi su altre squadre. Un po’ per mettere tutti d’accordo – non i tifosi granata, naturalmente – è vincere. La dolce condanna a cui sono abituati in casa Juve. Scrivendo un altro pezzetto di storia e facendo rosicare gli altri.

alessandropignatelli

Amo il calcio e la scrittura. Cercare notizie e commentarle con chi le legge

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