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Leonidas da Silva: il Doodle di Google. La rovesciata, la carriera

Leonidas Da Silva nasceva 100 anni fa esatti, il 6 settembre 2013, a Rio De Janeiro. Google celebra dunque oggi con un Doodle dedicato il 100° anniversario della nascita del calciatore.

Il diamante nero, questo il suo soprannome, era senz’altro un ottimo giocatore. Per alcuni, bravo quanto Pelé (è una cosa che piace tanto al mondo del calcio, il confronto a distanza). Sicuramente, divenne celebre per i suoi gesti atletici e per la sua rovesciata. Che Google racconta visivamente, con un Doodle insolitamente semplice, dalle linee stilizzate, con le due “O”, la “G”, la “L” (sbiadite, come le altre lettere) a disegnare anche la traiettoria del movimento e a rendere perfettamente l’idea, nonostante l’immagine bidimensionale e statica, del movimento e del calcio.

Nell’immagine, ecco l’attaccante brasiliano che controlla il pallone, fronteggiato da un difensore svedese durante Brasile – Svezia, valida per il terzo posto dei Mondiali di Francia 1938. Il Brasile chiuse al terzo posto e Da Silva vinse la classifica dei cannonieri con 8 gol.

Leonidas da Silva: la carriera

Da Silva ha militato nelle squadre di Rio fino (Sírio Libanês, Bonsucesso e São Cristovão). Nel 1933 venne convocato in nazionale: al suo esordio segnò una doppietta, e si guadagnò sul campo un ingaggio nel Peñarol: migrò dunque in Uruguay.

L’anno successivo ritornò in Brasile: vinse il campionato col Vasco de Gama, e poi partì con la nazionale verdeoro per i mondiali di calcio in Italia, dove non ebbe fortuna: la Seleção uscì al primo turno con un secco 3-1 subitp dalla Spagna. Ma il gol della bandiera dei brasiliani fu segnato proprio da Leonidas.

Nel 1935 ancora un campionato vinto (col Botafogo), poi giocò sei stagioni al Flamengo e quindi altre otto al San Paolo, di cui divenne – ma senza successo – allenatore.

Si diede dunque al commento radiofonico delle partite, prima di uscire completamente dal giro e aprirsi un negozio di arredamento.

E’ il Mondiale del 1938, quello che lo consacrò. Fa tre gol alla Polonia (che il Brasile elimina ai tempi supplementari negli ottavi, 6-5). Nei quarti, la Cecoslovacchia viene eliminata in due incontri: 1-1 al primo, 2-1 al secondo. In entrambi i casi, segna Leonidas. Che – ironia della sorte – viene fatto riposare dal ct della Seleção: Pimienta era convinto di vincere. E invece, l’Italia batte il Brasile e Leonidas si accontenta del terzo posto, di un’altra doppietta alla Svezia e del titolo di capocannoniere.

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