La festa scudetto del Napoli è pronta, Lazio permettendo. Tutto è pronto e la città oggi è un autentico museo a cielo aperto, pieno di opere che celebrano l’impresa della squadra di Luciano Spalletti e con tante connessioni a Diego Maradona. Ne ha parlato il pittore e scultore Mimmo Paladino con La Gazzetta dello Sport, che da Milano commenta lo spettacolo.
COSA VEDE – «Un’opera collettiva, di grande tensione. Una corale dove tutti partecipano. Mi piace lo spontaneismo dei napoletani».
MARADONA – «Maradona è Picasso, creativo, imprendibile, geniale. Oggi Picasso non c’è».
IL NAPOLI DI OGGI – «Più Diego Rivera, che era potente, denso di materia, come questa squadra».
SPALLETTI – «Spalletti è Achille Bonito Oliva, l’artefice tecnico poetico. Sta esplorando dei confini, trasgredendo rispetto al passato, spiazzando il già avvenuto».
LA MASCHERINA DI OSIMHEN E L’ELMETTO – «Abbiamo il Mediterraneo in comune, il mio è un elmo di un presunto gigante Picasso quando scoprì l’arte africana e si lasciò folgorare dalla novità. E io con lui. La mascherina di Osi è clinotecnologica. Non ha la poesia delle maschere africane».
CITTA’ MULTICULTURALE – «É il suo specchio. Si è napoletani appena si mette piede a Napoli. E poi si decide se restarci o meno. Solo New York è così. Vai là e devi dimostrare quello che vali. A Napoli non devi nemmeno dimostrare di essere qualcuno o valere qualcosa».
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