Non c’era bisogno di ricorrere a nessuna arte mantica per capire dove sarebbe finito Walter Mazzarri dopo il divorzio con il Napoli. Per stessa ammissione del tecnico livornese, già da un anno l’avvocato Beppe Bozzo aveva avuto mandato di sondare il terreno in vista della prossima stagione. Nonostante Mazzarri abbia continuato a svolgere con serietà il proprio lavoro a Napoli, la decisione di lasciare il capoluogo campano era già stata presa la scorsa estate, quando declinò l’invito di De Laurentiis a prolungare il contratto in scadenza con tanto di ritocco verso l’alto dell’ingaggio.

Mazzarri preferì rinunciare a dei soldi per allenare il Napoli nella stagione appena conclusa, ma anche ad un bel salvagente nel caso in cui le cose non fossero andate per il meglio e la società avesse deciso di interrompere anzitempo la collaborazione, pur di essere libero di scegliere il proprio futuro. Anche se Mazzarri nelle interviste dopo la partita con la Roma ha raccontato di non aver mai voluto parlare con nessuna società per “rispetto nei confronti del Napoli“, le voci di un suo abboccamento con l’Inter circolavano ormai da diversi mesi, complice anche il rendimento disastroso della squadra di Stramaccioni che imponeva riflessioni in vista del futuro.

Il nostro ‘Uomo del Calciomercato‘ il 27 febbraio scorso aveva scritto di un incontro a Forte dei Marmi tra Mazzarri ed un importante dirigente nerazzurro, mossosi senza il consenso diretto di Moratti, per conoscere le idee di Mazzarri sul futuro tecnico dell’Inter, per capire insomma quali e quanti cambiamenti ci sarebbero voluti per permettergli di lavorare in modo proficuo anche a Milano. Da allora il discorso è rimasto ‘in ghiaccio’, anche se Mazzarri con il passare dei mesi era sempre più consapevole che non sarebbe stato poi così difficile convincere Moratti a rinunciare al ‘sogno Stramaccioni’, diventato nel frattempo un incubo.

Solo per ragioni di opportunità domenica scorsa Mazzarri ha preferito dribblare le domande sull’Inter, raccontando che avrebbe iniziato a valutare il proprio futuro a partire dal giorno successivo. Alla fine gli sono bastati solo 5 giorni per “valutare le proposte concrete”, giusto il tempo di escludere la Roma impegnata nella preparazione della finale di Coppa Italia contro la Lazio, che in caso di vittoria potrebbe valere la riconferma ad Andreazzoli. Ma perché aspettare di conoscere le intenzioni della Roma se l’Inter aveva già pronto un contratto da fargli firmare? Sia il tecnico che la società nerazzurra hanno fatto la cosa più ovvia, convincendosi vicendevolmente che non fosse il caso di lasciarsi scappare questa occasione con il rischio di non avere più alternative valide tra qualche giorno.

Buon lavoro a Mister Mazzarri. All’Inter c’è davvero molto da fare.

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