Amnesty International critica l’Arabia Saudita in materia di diritti umani e si schiera contro la candidatura del paese mediorientale per i Mondiali del 2030. A dichiararlo, Felix Jakens, responsabile delle campagne degli individui a rischio di Amnesty UK.
LA PAROLE – «Dopo l’acquisto del Newcastle, la messa in scena dei combattimenti di Anthony Joshua e la controversa impresa di golf LIV, sembra quasi inevitabile che anche l’Arabia Saudita cercherà di ospitare la Coppa del Mondo 2030 come una sorta di coronamento delle sue operazioni di ‘sportwashing”.
Sotto Mohammed bin Salman, lo ‘sportswashing’ saudita è andato in tilt proprio nel momento in cui i diritti umani si sono deteriorati in modo allarmante. Se l’Arabia Saudita diventa un candidato ufficiale per la Coppa del Mondo 2030, la Fifa dovrebbe evitare gli errori commessi con Qatar e Russia e garantire che ci sia una valutazione rigorosa dei rischi per i diritti umani nell’assegnazione del torneo a Riyadh. Per come stanno le cose, è praticamente impossibile vedere come la Fifa possa far quadrare i terribili diritti umani dell’Arabia Saudita con i propri principi e responsabilità sui diritti umani».
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