Mourinho fa il gesto del “tre” dopo l’1-3 di Barcellona-Real Madrid | Foto

Josè Mourinho è particolarmente avvezzo e soprattutto incline al numero 3. Scontato ricordare lo storico triplete conquistato dall’Inter che i tifosi nerazzurri ricordano con estremo piacere, meno quelli di altre squadre. Nel novembre del 2010, quando Mourinho era già sulla panchina del Real Madrid, fece il gesto del “tre” rivolgendosi ai tifosi milanisti che lo insultavano, qualche ora prima della partita contro il Milan. Poche ore fa si è ripetuto dagli spogliatoi del Camp Nou. Non c’erano tifosi avversari presenti, stavolta, ma il messaggio ai sostenitori del Barcellona è ad ogni modo arrivato.

Ieri il Real Madrid ha espugnato il campo degli odiati rivali con una prestazione maiuscola, trascinato da Cristiano Ronaldo. Alla vigilia Mourinho aveva provocato gli avversari tirando in ballo presunte lezioni di sportività, dopo la partita è stato invece Roura a parlare di arbitraggio inadeguato. Scintille (le solite) di un match che continua ad essere sentitissimo. I blaugrana attraversano un periodo di mini crisi ed hanno pagato dazio anche contro il Real Madrid, dopo la sconfitta di Milano.

I blancos si sono parzialmente vendicati dell’abissale distacco che in campionato il Barcellona sta infliggendo alla formazione allenata da Mourinho, conquistando a casa degli odiati avversari la finale di Coppe del Re. La vendetta si è tramutata in sfottò quando Mourinho, insieme a Rui Faria, Silvino Louro, José Morais e Aitor Karanka, ha mostrato le tre dita davanti ad un obiettivo, negli spogliatoi dello stadio. L’immagine è finita su Twitter scatenando la reazione dei giornali catalani che si chiedono sarcasticamente: “Sta celebrando il terzo posto in campionato con quelle dita?“.

antonio

Semplicemente uno che scrive... Giornalista sportivo con la passione per la letteratura e un'altra, smodata, per la musica (in particolare new wave, post punk, goth-rock e psych-rock ). Venera il mare grazie al sangue isolano di sua madre che scorre nelle vene, nonostante una vita trascorsa tra palazzi e cemento...

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