Paolo Pulici, ex giocatore del Torino, ha ricordato a Tuttosport qualche aneddoto di Carlo Mazzone, scomparso a 86 anni. Le sue dichiarazioni:
MAZZONE – «In queste ore ho ricevuto decine di messaggi con la foto della stretta di mano di Mazzone. Questo per far capire quanto quel gesto sia diventato un esempio di signorilità nel mondo del calcio italiano. Sono gemme rare, che andrebbero raccontate ancora. Mi manca quel calcio, fatto di valori puri, profondi. Di grandi rivalità, ma anche di galanteria, in cui il merito veniva prima di ogni cosa. In cui la grande giocata veniva applaudita spontaneamente. Penso a lui, ma anche a personaggi come Giagnoni o Radice. Difficilmente rinascono uomini così. Mazzone in particolare era una persona aperta, uno con una mentalità moderna. Sicuramente è stato il più moderno fra gli allenatori tradizionali. Ci sarà un motivo se ancora oggi nessuno ha superato il suo record di panchine in Serie A: ha allenato in quattro decenni diversi nel massimo campionato. Capita a pochi, è stato un grande»
ANEDDOTO – «Quello rimane un episodio unico nella mia carriera da calciatore, perché addirittura è successo durante la partita. Stavo tornando a metacampo e mi sentii chiamare da lui. Ero sinceramente stranito, non sapevo cosa volesse. Invece vedo che mi stringe la mano, mi fa i complimenti e mi dice “me hai distrutto la difesa”, con quell’accento romano squillante. Mi fece sorridere e lo ringraziai subito, oggi se ci ripenso invece mi fa commuovere».
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