Roma, che succede a Maicon?

E’ stato uno dei migliori giocatori della Roma dell’anno passato, capace di fare i solchi sulla fascia destra in 31 occasioni tra campionato e Coppa Italia: per Maicon l’esperienza in giallorosso era stata più che positiva, tanto che si era meritato la chiamata tra i 23 del Brasile dopo anni bui, anche per problemi fisici, al Manchester City. Dopo la rassegna iridata qualcosa però è cambiato nella testa dell’ex interista e nella capitale è stato un vero e proprio oggetto misterioso nel pre-campionato: è arrivato tardissimo a Trigoria, anche perché impegnato fino all’ultimo ai Mondiali, ma soprattutto non ha partecipato a una seduta tattica e atletica coi compagni.

Motivo? Un ritardo spaventoso nella condizione, con la necessità per la Roma di preparargli una scrupolosa tabella personalizzata per riportarlo in forma. Poi la sorpresa, vissuta in maniera agrodolce da Rudi Garcia: il nuovo ct verdeoro Carlos Dunga lo convoca per l’amichevole contro Colombia e Ecuador e, avversari i cafeteros, gioca tutti i 90 minuti – e lo fa discretamente – nella vittoria della Seleçao contro la selezione colombiana. Lo staff medico della Roma, è storia recentissima, non sa che pensare ma le stramberie, se così possono chiamarsi, non finiscono qua perché è di ieri la clamorosa notizia di un allontanamento, per sempre, di Maicon dalla Nazionale.

Perno nelle precedenti esperienze con Dunga e in generale capace di mettere insieme 72 presenze con la maglia del Brasile, all’improvviso qualcosa si è rotto in maniera irreparabile nei rapporti tra il ct e il terzino destro: lo ha comunicato ieri il coordinatore generale della Seleçao Gilmar Rinaldi che ha semplicemente spiegato alla stampa: “Salutiamo il giocatore e lo ringraziamo per i suoi servizi alla nazionale, ma oggi è stato dispensato dallo staff tecnico“. Ma cosa è successo? Sia in Brasile che a Roma cercano di spiegarselo e probabilmente col tempo si saprà, ma ad oggi sono solo supposizioni. Certo è che le condizioni di salute non contano, e a Trigoria anche su questo punto non sanno che pensare.

Alla base del crack tra le parti ci sarebbero, come è facile intuire, problemi di natura disciplinare; in Brasile scrivono di un ritardo imperdonabile al rientro in ritiro dopo il giorno di libera uscita concesso da Dunga ai giocatori dopo l’1-0 alla Colombia: tutti sarebbero tornati entro la mezzanotte, lui solo alle sette di mattina. Il Tempo, invece, scrive di una mancata partecipazione della cena in programma sabato tra tutti i componenti della squadra, un’assenza non giustificata e mal digerita da Dunga. Ma sempre in Brasile la maggior parte della stampa non ha dubbi e pensa che in realtà dietro ci sia qualche magagna più grave come un aspro litigio, con annesse parole pesanti, tra Dunga e Maicon. Che ora torna in Italia, ma in che condizioni fisiche e mentali?

vieni127

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