Pensi alla Nazionale di Calcio di San Marino e inevitabili ti vengono in mente tutti i record negativi della squadra che rappresenta la più piccola e antica repubblica del mondo: più sconfitte consecutive (ben 60), più partite in fila senza vittorie (68, dall’esordio il 14 novembre 1990 all’unica in amichevole contro il Liechtenstein, un 1-0 nel 2004) e più match consecutivi senza segnare il becco di un gol, 20 e cioè da quello di Andy Selva alla Slovacchia a quello di Manual Marani a Malta. Composta da giocatori non professionisti (a parte un paio tra cui proprio Selva, ormai quasi 40enne con un passato tra Spal, Verona e Sassuolo, Palazzi, in realtà uno dei pochissimi naturalizzati, e Stefanelli), la Nazionale del Titano il 15 novembre scorso ha compiuto una delle poche imprese della sua storia: ha ottenuto il primo punto in una partita di qualificazioni europee, strappato all’Estonia dopo una battaglia di 93 minuti allo Stadio Olimpico di Serravalle.

E’ finita 0-0, niente reti e tanta felicità, il quinto risultato utile in 126 uscite ufficiali: in principio fu lo 0-0 alla Turchia nelle qualificazioni per i Mondiali ’94 (c’era Giorgio Leoni in panca), il 25 aprile del 2001 Nicola Albani segnò lo storico gol che regalò il primo punto in trasferta a Riga contro la Lettonia (finì 1-1), quindi la doppia amichevole contro il Liechtenstein del 2004 (2-2 a Vaduz e successo in casa), infine il trionfo di sabato scorso, un pareggio ottenuto con sudore e abnegazione da 14 ragazzotti che fanno tutti i mestieri del mondo tranne che i calciatori professionisti (con pochissime eccezioni, come detto), dividendosi tra fabbrica, bar, banca e aule universitarie. Gran parte del merito per l’impresa va al quarto commissario tecnico della storia delle selezione sammarinese: dopo Leoni, Bonini e il longevissimo Mazza, ecco Pierangelo Manzaroli che nella minuscola repubblica ha da sempre scritto storie di calcio importanti.

Era in campo sia contro la Turchia che a Riga all’epoca dei primi due pareggi, così come si trovava a fare l’allenatore del Libertas quando un club sammarinese ottenne il primo punto in una competizione europea (contro il Drogheda, squadra irlandese, nei preliminari Uefa del 2007) e il ct dell’Under 21 quando nel settembre 2013 la giovane Nazionale vinse contro i pari età del Galles. E alla quinta partita alla guida della Nazionale Maggiore (nei precedenti quattro impegni zero punti, zero gol ma figure dignitose con “solo14 gol subiti contro Albania, Lituania, Inghilterra e Svizzera), ecco il primo punto grazie a una difesa corta, tanto agonismo, ripartenze e un po’ di fortuna, ma anche alle parate di Aldo Simoncini, studente. Al triplice fischio di Brych è scoppiata la festa sul rettangolo verde, poi a bocce ferme Manzaroli ha commentato:

“Ciò che più mi rende orgoglioso e felice, è il fatto che sabato i ragazzi abbiano raccolto un grande risultato, meritato, scrivendo un’altra pagina memorabile e vedendo premiato il loro spirito d’abnegazione, la loro grinta e la loro totale dedizione per la causa. Non va dimenticato mai che per la nostra Repubblica il calcio è lo sport più complicato nel quale provare a competere. Mi trovo a poter scegliere su un gruppo di 30-35 giocatori che a parte un paio di eccezioni militano in un campionato che equivale per livello a quello di una Promozione italiana. Ci alleniamo 3-4 volte la settimana, in ritiro spesso non riusciamo nemmeno a esserci tutti per inconvenienti di carattere familiare o impegni di lavoro: eppure proviamo sempre a dare il massimo e a fare del nostro meglio per migliorare e mettere in difficoltà i nostri avversari”.

Un po’ d’esperienza ce l’ha, così come l’ambizione di allenare anche tra i professionisti italiani, ma per il momento è assorto nel suo impegno da selezionatore della Nazionale del Titano:

“Ho avuto la fortuna di vincere il campionato sammarinese sia da giocatore che da allenatore e centrare un bel risultato con un club sammarinese in una competizione Uefa, ma nulla può eguagliare la gioia che si prova con la Nazionale. Ti senti parte di qualcosa di più grande, un tutt’uno con la tua terra e il tuo popolo e assapori momenti che ti restano indelebilmente nella mente e nel cuore. Per questo le lacrime di commozione di sabato sera del presidente Crescentini e giocatori penso non le dimenticherò mai”.

Passione e lavoro, per lui San Marino non deve essere per forza vittima sacrificale dell’avversario di turno, anzi:

“In Nazionale non possiamo permetterci di lasciare l’uno contro uno e per questo giochiamo con un 5-4-1 con Selva chiamato a un grande lavoro di sacrificio. Andy a 38 anni è ancora un esempio è un po’ quello che Totti è per la Roma. Se potessi però giocherei un calcio offensivo: ammiro Guardiola e Bielsa per l’idea di calcio e la capacità di variare e cercare sempre di arrivare alla vittoria attraverso il gioco. San Marino quando vincerà? Lavoriamo duro per essere pronti a realizzare anche quest’ultimo step… Prima o poi ce la faremo!”.

Ha lasciato il lavoro da impiegato per dedicarsi, impegni familiari permettendo, anima e corpo al calcio sammarinese, coordinando anche le selezioni giovanili, determinato a diventare una figura di rilievo non solo sul Titano ma nel panorama calcistico per lo meno italiano. E il punto contro l’Estonia rappresenta un ottimo viatico per continuare a lavorare e, perché no, a sognare.

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ultimo aggiornamento: 19-11-2014