Totti provoca la Lazio: “La definirei con una parola: niente”. L’addetta stampa poi precisa

Francesco Totti ha rilasciato una lunga intervista a France Football nella quale ha affrontato molti temi caldi. La dichiarazione che farà sicuramente discutere maggiormente nelle prossime ore, soprattutto nella Capitale, è quella rilasciata rispondendo alla richiesta di definire con una parola la Lazio:

Niente.

Il capitano della Roma dunque non le ha mandate a dire accendendo ancora di più, se possibile, la rivalità con la squadra che domenica sera ha vinto la Coppa Italia proprio nel derby. C’è da precisare che la rivista francese alla fine dell’articolo segnala che “l’addetta stampa della Roma è voluta tornare sulla risposta di Totti”, sottolineando che Er Pupone “non voleva fornire parole per definire la Lazio”. Quale che sia l’interpretazione corretta, di certo il capitano ha in più occasioni stuzzicato i biancocelesti:

Se mio figlio Cristian mi dicesse fra qualche anno che esce con una tifosa della Lazio? A casa non ci rientra.

Quindi a proposito dell’offerta della Roma accettata da sua madre quando era piccolo ha scherzato dicendo che “se avesse scelto la Lazio penso che l’avrei ammazzata”.

In seguito Totti ha confessato ricevere tuttora “offerte da importanti squadre straniere, non da italiane” e non ha escluso la clamorosa scelta di andare a giocare all’estero. A tal proposito ha ricordato (lo aveva già fatto in un’intervista di qualche mese fa) quando fu vicino al trasferimento al Real Madrid:

Nel 2004 è vero, sono stato vicino al Real Madrid. Volevo una grande squadra per vincere e, a quel tempo, i dirigenti della Roma non potevano darmi quello che volevo. Alla fine, il cuore ha deciso di restare, per fortuna (…) Se fossi andato al Real Madrid avrei vinto tre Champions League, due Palloni d’Oro, molte altre cose… . Sicuramente avrei avuto più possibilità, non c’è dubbio”. Ma io preferisco quello che ho fatto. Mi dispiace solo non aver vinto due o tre scudetti in più.

Il numero 10 giallorosso ha poi raccontato il suo particolare rapporto con Marcello Lippi, che lo ha allenato nella Nazionale che nel 2006 si laureò Campione del mondo:

Il giorno dopo l’intervento chirurgico, Marcello Lippi venne a trovarmi all’ospedale e mi disse: ‘Tu verrai al Mondiale anche su una gamba sola’.

A proposito di allenatori, Totti ha ricordato di quando nel 1997 Carlos Bianchi lo spinse di fatto a lasciare la capitale e a firmare con la Sampdoria. Alla fine però il no di Franco Sensi evitò l’addio:

Lui insisteva affinchè me ne andassi: pensava che, nonostante le attese, fossi un giocatore normale. Lo accettai tranquillamente e avevo quasi firmato con la Sampdoria. Ma ci fu un torneo amichevole a Roma, dovevamo giocare contro il Borussia Moenchengladbach e l’Ajax, squadra in cui giocava Jari Litmanen, che Bianchi voleva a ogni costo portare alla Roma. Per lui, Litmanen era un giocatore stratosferico, il più forte in circolazione. In quel torneo, giocai benissimo e segnai un gol in ognuna delle due partite. Il presidente Sensi disse allora: ‘Lui non si muove di qui’.

Massimo Galanto

Classe 1988, pugliese di nascita, è giornalista pubblicista dal 2010. Scopre il mondo dei blog per caso, dopo esperienze legate ai giornali di ‘carta’. Laureato prima all'Università degli Studi di Bari e poi a La Sapienza di Roma, vive nella Capitale. Ma in questo momento potrebbe essere ovunque.

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