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A Squinzi basta il Trofeo Tim per provocare la Juve: “Ha provato il solito furto”

Sarà l’entusiasmo per l’avvicinarsi del debutto in Serie A, sarà l’inaspettata vittoria, sarà quel che sarà, sta di fatto che Giorgio Squinzi il giorno dopo la conquista del pregiatissimo Trofeo Tim ha rilasciato dichiarazioni quantomeno audaci. Certo, il presidente del Sassuolo si è affidato all’ironia che nella vita (e nel calcio) non deve mancare mai. Tuttavia da un personaggio del suo prestigio (ricordiamo che è anche presidente di Confindustria) è doveroso attendersi qualcos’altro, soprattutto in un momento così poco stressante della stagione calcistica. Veniamo al punto. Cosa ha detto Squinzi per commentare la vittoria del torneo nonostante la sconfitta ai rigori contro la Juventus?

Alla Juventus abbiamo dato una lezione di gioco straordinaria. Poi hanno tentato il solito furto sui rigori, e gli è anche andata bene. Ma alla fine abbiamo vinto noi.

Parole ironiche che però non possono che essere definite decisamente fuori luogo. Anche alla luce di quanto successo in campo con gli insulti razzisti rivolti a Constant, che hanno accesso inutilmente una serata calda di fine luglio.
Insomma, l’esordio di Squinzi nel calcio che conta non è stato certamente dei migliori, anche perché la sua battuta (che inevitabilmente lo rende simpatico al popolo antijuventino) pare davvero immotivata. Durante la gara infatti non si sono registrati episodi arbitrali particolarmente dubbi e il riferimento al furto dei rigori è semplicemente incomprensibile.

A dirla tutta, il nostro indiretto e sommesso invito ad abbassare i toni riteniamo possa essere utile e ‘conveniente’ in futuro anche allo stesso Squinzi. Che, magari, tra qualche mese si ritroverà a fronteggiare le maliziose polemiche dopo, chissà, essere stato sconfitto in campionato dal Milan. Perché Squinzi è dichiaratamente milanista (a proposito, il numero uno della società emiliana ha ammesso di aver comunque esultato ieri sera per la vittoria contro i rossoneri: “Alla fine ho esultato, non mi sono fatto vedere da Galliani e dagli altri del Milan”).
Accusare, ovviamente ingiustamente, di aver favorito la sua squadra del cuore sarà troppo facile. Almeno per chi non aspettava che un’uscita così infelice come quella odierna da parte di Squinzi, per poterla poi prontamente riproporre a parti invertite.

Massimo Galanto

Classe 1988, pugliese di nascita, è giornalista pubblicista dal 2010. Scopre il mondo dei blog per caso, dopo esperienze legate ai giornali di ‘carta’. Laureato prima all'Università degli Studi di Bari e poi a La Sapienza di Roma, vive nella Capitale. Ma in questo momento potrebbe essere ovunque.

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